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Cantieri Baglietto, Rsu: “No a speculazioni: qui c’è posto solo per sito produttivo”

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Varazze. A seguito delle dichiarazioni del dottor Paolo Vitelli, appoggiate da alcune associazioni varazzine (Ascom e albergatori in particolare), sulla necessità di tenere conto delle esigenze turistiche nell’assegnazione delle aree dei cantieri Baglietto, la RSU, i lavoratori e la FIOM provinciale intervengono per ribadire, al contrario, la centralità del vincolo produttivo per quelle aree e la necessità, in un momento così delicato, di evitare speculazioni pericolose sulla zona di pertinenza del cantiere.

“Il cantiere è, insieme alla cartiera di Varazze, l’ultima grande realtà produttiva del territorio varazzino – si legge in una nota dei rappresentanti dei lavoratori – Occupa direttamente 35 persone e genera un indotto, con un carico di lavoro standard, quantificabile in almeno 180 persone che lo rendono così il maggior polo occupazionale di Varazze. La crisi che ha attraversato il cantiere è nota ma, dopo questo periodo travagliato, si sta finalmente giungendo alla conclusione della vicenda e al rilancio dell’attività da parte del gruppo Overmarine subentrato nella proprietà dello storico stabilimento. L’obiettivo principale che si sono poste giustamente le istituzioni è arrivare nel più breve tempo possibile alla completa ripresa delle attività per garantire nuovamente lavoro sicuro sia ai dipendenti del cantiere sia alle decine di artigiani e ditte che hanno dovuto affrontare grandi sacrifici in questo ultimo anno e che rappresentano un grande valore aggiunto per il sito produttivo di Varazze”.

“Le necessità di ristrutturare i capannoni e le aree del cantiere è nota a tutti e il nuovo proprietario si sta adoperando per avviare quanto prima i lavori che consentano il recupero dell’area con investimenti cospicui – si legge nel comunicato – Il gruppo Overmarine, in stretta collaborazione con il Comune, sta mettendo a punto un piano di ristrutturazione che mitighi l’impatto estetico del cantiere senza comprometterne in alcun modo l’operatività e la capacità di attrarre commesse. Tuttavia la priorità di tutti deve essere quella di ottenere un cantiere efficiente, competitivo e soprattutto attivo. I lavoratori si opporranno a qualsiasi operazione volta a sminuire la vocazione produttiva del sito o che privi il cantiere di aree vitali per la sua piena operatività”.

“È noto che Varazze è una realtà che si basa fortemente sul turismo estivo. Tuttavia l’estate dura tre mesi e per i restati nove mesi le attività turistiche e l’indotto che generano languono. La necessità di offrire siti produttivi di eccellenza che garantiscano una valida alternativa lavorativa per i giovani e le famiglie di Varazze e che generino un indotto altamente specializzato nella creazione di un prodotto esportato in tutto il mondo è e deve essere il faro guida delle politiche e delle iniziative delle istituzioni. L’alternativa è la trasformazione definitiva di Varazze in un dormitorio per turisti, attivo nei mesi di luglio e agosto e trasformato per il resto dell’anno in immenso paese di case vuote incapace di trattenere i giovani con posti di lavoro duraturi e soddisfacenti”.

“In definitiva ogni iniziativa speculativa che potrebbe ridurre l’attività futura dei cantieri e quindi la capacità del sito di creare posti di lavoro verrà osteggiata dai lavoratori in ogni sede e con ogni mezzo disponibile. Chiediamo quindi al comune, che ha sempre confermato la volontà di non cambiare in nessun caso la destinazione d’uso delle aree dei cantieri, una presa di posizione forte che freni sul nascere qualsiasi iniziativa speculativa sulle aree dei cantieri”.

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