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Bombardier, il manager Corradi: “Puntiamo a realizzare lo Spacium interamente a Vado”

Vado Ligure. Potrebbe diventare un impianto produttivo multitecnologico, capace di realizzare interamente i nuovi treni “Spacium” che entreranno in funzione nel trasporto ferroviario, ma ora l’obiettivo è quello più immediato: mantenere il ritmo di produzione e l’assetto occupazionale con la commessa dei locomotori E464. Mentre il ministro Altero Matteoli sta facendo il punto con la proprietà di Bombardier Transportation, il manager aziendale Luigi Corradi delinea i propositi per il futuro.

“L’obiettivo è diversificare la produzione – afferma Corradi – Non solo, quindi, produrre locomotive, ma anche treni a potenza distribuita, cioè ad alta velocità e in particolare a percorrenza regionale. Stiamo puntando su questa linea. Inoltre, intendiamo prendere un ulteriore ordine di 464 che ci permetta coprire l’intero 2012. Così da arrivare nel 2013 ad iniziare la produzione dello Spacium, che si sta iniziando a sviluppare in Italia dopo la sua presenza in Francia; per questo convoglio parteciperemo alle prossime gare e vogliamo che sia costruito completamente a Vado Ligure”.

“A Vado – sottolinea Corradi – abbiamo un forte ritmo di produzione. L’obiettivo è di mantenere stabile l’occupazione. Le commesse devono coprire le esigenze attuali”. A rischio, però, ci sono una settantina di lavoratori interinali. “La cui attività – conferma il dirigente – è legata all’ordine delle 50 locomotive E464. Rischiamo di arrivare alla fine di quest’anno senza più niente da produrre”.

Il piano della Bombardier punta ad una produzione di 250 treni in 5 anni (secondo la società è il fabbisogno immediato dell’Italia) ed è stato illustrato al ministro dei rasporti Matteoli. Prevede un investimento di alcuni milioni per adattare lo stabilimento, oggi dedicato in prevalenza alla produzione di locomotori e alla realizzazione del treno completo. L’obiettivo è fare di Vado un centro di eccellenza. “La visita del ministro, gradita e importante – ha detto l’amministratore delegato Roberto Tazzioli – giunge in un momento cruciale, alla vigilia di scelte strategiche”. I treni italiani hanno una età media di 20-25 anni contro i 10 del resto d’Europa, ha fatto notare Tazzioli.

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