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Artigianato: la Liguria è seconda in Italia per imprenditori under 40

Liguria. La nostra regione si piazza al secondo posto in Italia, dopo la provincia autonoma di Trento, per peso dell’imprenditorialità under 40 nei settori dell’artigianato e del commercio con il 10,4% di incidenza sul totale delle imprese. Lo rivela l’Osservatorio Confartigianato giovani imprenditori sull’imprenditoria giovanile artigiana in Italia.

Prima posizione per la Liguria per quanto riguarda invece la banda larga: l’89,8% del totale delle imprese artigiane liguri la utilizza per la propria attività. “Nonostante la nostra regione sia la più vecchia d’Italia – commenta Luca Costi (nella foto), segretario generale di Confartigianato Liguria – questi dati ci fanno riflettere in positivo. Si sta compiendo un passaggio generazionale che fa ben sperare sulla continuità delle nostre pmi. Inoltre, la diffusione dell’utilizzo della banda larga, dovuto anche agli investimenti che la Regione ha messo in campo negli ultimi anni, è il segnale che le imprese artigiane stiano sempre di più puntando sull’innovazione e che quindi hanno capito qual è la strada giusta per restare al passo con i tempi”.

La Liguria sale sul podio, al terzo posto, anche per il peso dell’apprendistato (12% degli occupati tra i 15 e i 34 anni) nel mercato del lavoro. Buona anche la posizione ottenuta in base alla percentuale dei laureati che svolgono un lavoro continuativo che posiziona la regione al 5° posto in Italia con il 78,8% dei laureati che a tre anni dal conseguimento del titolo svolgono un lavoro continuativo.

Tutto questo in una regione in cui l’indice di vecchiaia al 2010 è il più elevato d’Italia Tra gli indici peggiori che riguardano i giovani liguri, il numero degli occupati che vivono con i genitori: i “bamboccioni”, per dirla come l’ex ministro Padoa Schioppa, che tra i 18 e i 34 anni vivono con mamma e papà, sono il 54,4% del totale. In bassa classifica la Liguria per natalità delle imprese giovanili (13° posto) e tasso di sopravvivenza (16° posto).

L’indagine dell’ufficio studi di Confartigianato si basa su 31 indicatori in totale per valutare le condizioni di contesto per il lavoro e l’imprenditoria giovanile, raggruppati in 5 ambiti: imprenditorialità, mercato del lavoro giovanile, contesto socio-demografico (natalità, speranza di vita media, tasso di fecondità, indice di vecchiaia, ecc.), istruzione e capitale umano, politiche per giovani e imprese.

Tornando alle cifre relative specificatamente al mercato del lavoro, come ha spiegato Costi, a parte quei tre dati che vedono la Liguria spiccare in vetta alla classifica nazionale, per il resto la nostra regione si collaca circa a metà della graduatoria. Sono infatti il 51,1% i diplomati che lavorano a tre anni dal diploma (13° posizione), mentre il tasso di occupazione dei giovani tra i 15 e i 24 anni è del 22,9% (12° posizione), contro un tasso di disoccupazione giovanile del 18,8% (8° posizione). Il tasso di inattività, sempre riferendosi tra i ragazzi di età compresa tra i 15 e i 24 anni, è del 71,9% (13° posizione).

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