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Albenga, pastore alle strette: dopo la scrapie l’ingiunzione di demolizione degli ovili abusivi

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Albenga. Dopo la scrapie che ha colpito l’allevamento, ora arriva anche l’ingiunzione comunale per la demolizione dell’ovile. Non c’è pace per il pastore Aldo Lo Manto, uno dei pochi rimasti ad esercitare l’allevamento del bestiame nel comprensorio ingauno.

Il Comune di Albenga gli ha indirizzato l’ordinanza di demolizione dei manufatti che in regione Boschetto, nella frazione di Bastia, e sulla sponda del torrente Arroscia vengono utilizzati per il ricovero di ovini e caprini. Il parere negativo del Settore Assetto Idrogeologico della Provincia ha frenato la richiesta di sanatoria edilizia avanzata dall’allevatore. Così l’amministrazione albenganese ha intimato la demolizione delle opere abusive a Lo Manto, in qualità di affittuario, committente ed esecutore dei lavori, e al proprietario del terreno dove sorgono i ripari per gli animali.

A gennaio il pastore aveva ricevuto un duro colpo per l’emergere di due casi di scrapie, malattia neurodegenerativa tipica di ovini e caprini, non trasmissibile all’uomo, che aveva reso indisponibile il bestiame in attesa di analisi approfondite. La diagnosi è stata poi confermata dall’Istituto Superiore di Sanità. Tra le misure restrittive a carico degli allevamenti e l’ingiunzione di demolizione, per il pastore è il momento più difficile.

Commenti

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  1. Scritto da mariolino

    come si può sgozzare agnelli e capretti che hai visto nascere e crescere questo per me resta un doloroso mistero.Non sarei mai capace di una azione simile piuttosto pane e pomodoro per tutta la vita.

  2. hi-tech
    Scritto da hi-tech

    ..Non diciamo belinate: sono anni che ad Albenga ci sono pastori che fanno i formaggi in materia del tutto ABUSIVA. Lo sanno tutti. Se vogliono fare gli allevatori e fare i formaggi che si mettano in regola con tute le norme…comprese quelle a tutela della salute pubblica e degli animali. Spesso sono tradizioni e i pecorai (quelli che hanno le pecore) che lo facevano in meridione continuano a farlo anche qui. Conosco uno che fa il palazzinaro e da ragazzo, in sicilia, faceva il pecoraro. Oggi, grazie al cemento è ricco come il mare e si è preso un pezzo di terra dove per hobby alleva delle pecore e caprette e sotto pasqua con gli amici sgozzano dei capretti , agnelli per far baldoria e si fa anche il formaggio……Io non l’ho assaggiato ma dicono che è buono ma…ci sarà da fidarsi?

  3. Scritto da harlock

    Le regole devono essere uguali per tutti!! I manufatti vicino al fiume non sono solo assi e tavole ma in cemento . Poi un po’ di anni fa quando tecnici del Comune erano andati per misurare alcuni terreni e questi manufatti eran stati cacciati in malo modo da questo pastore. Quindi ora ben venga la demolizione e ricostruisca in altra zona questa volta seguendo le regole.
    Comunque concordo con Pirates che le aziende agricole scaricano di tutto nei rii, senza alcun controllo.

  4. Scritto da giasone

    perfetto attendiamo con ansia le dovute demolizioni la “villa” di fazzari a borghetto la casa di fameli a loano i palazzi nelle vicinanze del ponte di albenga ecc…

  5. pirata
    Scritto da pirata

    Fate sparire gli animali nordafricani dal fiume non le pecore …