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Albenga, Marco “Gafarelli” contro l’assessore Ciangherotti: “Ho ricevuto pressioni e sono stato estromesso dalla Yepp”

Albenga. Nuovo capitolo dove si intrecciano provocatoriamente rapporti umani e politica amministrativa ad Albenga. L’assessore ai servizi sociali Eraldo Ciangherotti era stato tirato in ballo da Gabriele Trunzo, operatore del campo solare ingauno, e la faccenda era finita pure in consiglio comunale, anche se la discussione è stata rimandata: all’esame del parlamentino erano approdate “pressioni” e “intimidazioni” via sms che l’assessore ai servizi sociali avrebbe fatto pervenire al suo accusatore.

Ora, a lamentare un atteggiamento analogo è Marco Gafarelli, ex militante dello Yepp, che parla di un progetto da lui proposto e che sarebbe stato ostacolato volutamente da Ciangherotti con mezzi ritenuti inappropriati. “Ho militato per circa un anno o poco più nello Yepp Albenga, dal 2009 al 2010 – racconta Gafarelli – Ho seguito tutte le attività ed ho porposto un servizio economico e veloce per un progetto che mi sembrava interessante. All’epoca Eraldo Ciangherotti era nello Yepp con me, esattamente al pari di tutti, in quanto non era ancora assessore. Tuttavia era responsabile del campo solare di Vadino e parecchie persone provenivano da quel lavoro. Vi era anche l’allora tesoriere dello Yepp, colui che appunto amministra i fondi erogati dallo Yepp e, contemporaneamente, anche inserito nelle cooperative della Curia di Albenga”.

“Quando arrivò il momento di proporre i nuovi progetti per i nuovi finanziamenti fu il mio turno – continua Gafarelli – Presentai il progetto integrazione con la formula dello swapping. Un progetto che registrai preventivamente alla sezione Olaf della Siae di Roma. Si tarttava di una proposta molto semplice: creare una Banca del Tempo ad Albenga che lavorasse non solo attraverso lo scambio di competenze ed abilità degli iscritti con valuta non in denaro ma in tempo ma anche attraverso lo scambio di beni usati e lo scambio di tempo per beni. Questo piano avrebbe soddisfatto vari obiettivi: andare incontro agli indigenti (per fare un esempio, se una persona indigente non può pagarsi la riparazione idraulica del bagno, qualcuno lo fa e poi la persona restituisce il tempo impiegato con qualche servizio che sa fare); avrebbe fatto incontrare tipologie diverse di persone come giovani ed anziani, ingauni ed immigrati, in un sodalizio di aiuto senza fini di lucro eccetera”.

Poi, il nocciolo della questione. “L’accusa che mi mosse personalmente Eraldo Ciangherotti era quella di volermi sostituire ai servizi sociali – afferma Gafarelli – Questo mi fu detto quando ormai l’assessore era diventato tale e, quindi, erano in molti a non volerlo contraddire per paura di ritorsioni. Fui l’unico a non piegarmi alla sua prepotenza e pagai di persona: al giorno dell’assegnazione dei progetti portai tutto, ma una persona improvvisamente non si schierò con me, nonostante fino a quel momento si fosse mostrata interessata alla mia proposta. Quindi, non avendo il numero legale il mio progetto non partì. Il tesoriere Yepp compì a mio personale avviso un conflitto di interessi: lui, amministratore, propose direttamente un suo progetto da far finanziare e accolse alcuni ragazzi, inserendo ‘vecchie guardie’ non più partecipanti agli incontri Yepp”.

“Anche in occasione di un lavoro di produzione di logo grafico Yepp e di stampa di magliette, molti cercarono di trovare il pelo nell’uovo per non far passare una mia proposta, nonostante questa fosse economicamente vantaggiosa: quella volta la spuntai io, in quanto il mio preventivo come qualitè-prezzo era imbattibile. Ricordo che per cercare di non farmi fare il lavoro, un ragazzo che all’epoca partecipava alle iniziative mosse mozione di controllare se il cotone delle maglie fosse stato prodotto in Paesi ove non sfruttassero i bambini, perché il suo preventivo era più alto del mio. La persona che mi fu da ‘giuda’ nel mio progetto mi disse poi che subì una pressione da parte dell’assessore Ciangherotti di non supportare il mio progetto e di non dirmi nulla prima della riunione finale, altrimenti avrebbe espulso anche lui”.

“Feci presente il tutto al sindaco Rosy Guarnieri che se ne lavò le mani, dicendo che non era possibile un atteggiamento del genere. Invitata direttamente al giorno fatidico della mia estromissione al progetto, avendo avuto ormai sentore di una situazione ‘ambigua’, non si presentò. Questi sono i fatti e l’atteggiamento del ‘nostro’ assessore” conclude Gafarelli.

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