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Alassio, Legambiente: “A colpi di motosega per fare spazio a quaranta ville” foto

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Alassio. Legambiente prosegue la battaglia contro le colate di cemento e questa mattina, nella sede regionale dell’associazione, ha fatto il punto sulla situazione ligure, sollevando anche un caso emblematico savonese. L’associazione indirizza in particolare una critica contro il ricorso alle varianti al piano paesistico regionale.

Stefano Sarti, presidente di Legambiente Liguria, spiega: “Dopo il Piano Casa approvato di recente in Regione, che non condividiamo ma che comunque pone alcuni limiti, dobbiamo cogliere l’occasione per eliminare gli attacchi istituzionali al territorio. Ad Alassio esiste una collina ancora parzialmente verde, alle spalle della striscia costiera completamente cementificata, dove per far spazio a quaranta ville sarà necessario intervenire a colpi di motosega. Ad immaginare questa realtà è l’ex sindaco Mario Melgrati, in qualità di progettista, e grande sostenitore della necessità di un piano casa ancor più aggressivo di quello approvato recentemente dalla Regione Liguria. Quaranta ville, comprese tra i 100 e 120 metri quadri che, insieme alle strade necessarie per raggiungerle, cancelleranno parte del residuo patrimonio verde della cittadina savonese”.

“Ad Alassio si vuole fare scempio della collina – rincara Sarti – e il fatto singolare è che il proponente è l’ex sindaco. Questo rivela una politica del territorio che deve cambiare. Bisogna porre uno stop. I Puc devono essere redatti con l’obiettivo di preservare ed il ruolo della Regione è essenziale nella pianificazione, a partire dal piano della costa che lo stesso governatore Burlando ha detto di voler mettere in discussione per i troppi posti barca, che vanno invece stabilizzati nel numero esistente”.

“Il piano paesistico – aggiunge il presidente di Legambiente – va certamente rivisto, vista la sua datazione, ma non va stravolto: molti dei casi di speculazione cementizia si realizzano facendo varianti al piano paesistico regionale, che rimane comunque riconosciuto come uno dei migliori tra le regioni italiani. Occorre essere ben più rigorosi sulle varianti”.

“In Liguria si guarda ancora al cemento per ottenere uno sviluppo facile – commenta Roberto Della Seta, parlamentare del Pd ed ex presidente nazionale di Legambiente – Ad Alassio si vogliono realizzare villette in una delle poche aree rimaste sottratte al cemento. Credo sia una convizione sbagliata: la storia della Liguria dimostra che l’eccessiva cementificazione distrugge la ricchezza. La cementificazione rende il turismo meno appetibile e va contro il futuro non solo della gente, ma degli operatori economici in particolare”.

Commenti

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  1. IronMan
    Scritto da IronMan

    La Giunta Melgrati ha effettuato interventi edilizi prediligendo i residenti in Alassio (chi era residente da almeno 5 anni o chi aveva un’attività da almeno 5 anni), a prezzi decisamente accettabili per Alassio. Mi sembra un’ottima cosa, ed infatti TUTTI gli appartamenti sono stati venduti. Ma del resto – per chi vorrebbe case popolari ad Alassio – forse sarebbe meglio che se ne andasse ad abitare ad Albenga. . .

  2. sampei29
    Scritto da sampei29

    alassino stupefatto
    e magari si scoprirà che sono pure case popolari!

  3. Scritto da astronauta pasticcione

    Sicuramente Legambiente sarà una associazione di tromboni, ma che gli alassini che non possono comprare o affittare casa comprino una di queste graziose villette fa un pochino sorridere…. Forse i prezzi saranno piú ragionevoli? Un onesto lavoratore con il suo stipendio potrà mai aspirare ad acquistarne una? Dai su, siamo un pó seri……..

  4. alassino stupefatto
    Scritto da alassino stupefatto

    Invitiamo tutti gli alassini senza casa a rivolgere domanda per averne una ai tromboni di Legambiente.
    Forse ‘ste 40 ville saranno anche una minchiata, ma il problema degli alassini che devono andare ad abitare in altri paesi vicini è una realtà.

  5. Baciccia
    Scritto da Baciccia

    Intendo: proprio per l’impatto negativo sul valore degli immobili e per le ricadute negative sui gudagni derivanti dal turismo