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A Carcare una messa in suffragio di Scolopio Padre Atanasio Canata

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Carcare. Nella chiesa del Collegio di Carcare dove è presente un monumento marmoreo con epigrafe che  lo ricorda ai posteri, oggi alle ore 17 i Padri Scolopi celebreranno una S. Messa in  suffragio del noto Scolopio Padre Atanasio Canata – conosciuto soprattutto quale grande educatore, fervido patriota e fecondo poeta ( era nato il giorno dell’Annunciazione (25 marzo) 1811).

Figura di primo piano nel Risorgimento savonese, fu docente per cinque anni (dal 1835 al ’40) nel Collegio di Savona e poi per 27 in quello di Carcare; qui ebbe fra i suoi alunni molti giovani che si distinsero nell’impegno patriottico, primo fra tutti il garibaldino e scrittore Giuseppe Cesare Abba. Molti sono i riferimenti al grande Scolopio che si possono rintracciare nelle opere di Abba, prime fra tutte le “Noterelle d’uno dei Mille”.

Originario di Lerici, P. Canata studiò filosofia e letteratura; oltre che docente e pedagogista, fu prolifico poeta, scrittore e traduttore di classici. Nel settembre del 1846, in accordo con l’illuminato Rettore del Collegio di Carcare. Padre G.B. Garassini, accolse per qualche tempo il giovane Goffredo Mameli.

La consolidata tradizione scolopica da sempre riferisce che autore del testo (in toto o in parte) che poi divenne l’Inno Nazionale fu proprio P. Canata. Ma egli non volle poi toglierne apertamente il merito dell’attribuzione a Mameli, giovane patriota morto sul campo. Solo qualche velato accenno al fatto compare fra la opere di P.Canata. Ad esempio nella prima poesia edita dopo la morte di Mameli, il testo di A. Canata dal titolo ”L’Italia di Dante. Inferno, Purgatorio, Paradiso d’Italia”, pubblicato nel 1849 sull’opuscolo dell’Accademia di quell’anno scolastico.

“Padre Canata, temperamento aperto e focoso, uomo di grande cultura, a Carcare si era accattivato la simpatia di tutti – ci dice P. Damiano Casati, Preside del Liceo degli Scolopi a Genova. – I giovani in particolare lo avevano caro. Capivano di avere a che fare con una persona che comprendeva a fondo i loro problemi e li viveva come fossero suoi.”

Fra gli altri meriti, P. Canata ebbe quello della cura dei carcarese colpiti dal colera nell’estate del 1855. L’insigne scolopio – apprezzato anche da Silvio Pellico e Nicolò Tommaseo – morì poi a Carcare, dove è sepolto, nel 1867.

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