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Valerio Bacigalupo: l’unico stadio d’Italia “vietato alle bandiere”

Savona. Il campionato di Seconda Divisione, che dopo lunga assenza ha ritrovato tra le sue partecipanti il Savona, si avvia alla conclusione. Restano da giocare 12 partite e gli striscioni calcheranno il terreno di casa solamente altre 6 volte. A meno che, come si augurano i tifosi savonesi, non riescano a raggiungere i playoff.

L’afflusso allo stadio di Legino non è stato eccezionale: secondo le statistiche ufficiali le presenze si attestano su una media di 910 persone a partita. Un dato comunque ampiamente al di sopra della categoria, tanto da far sì che il Savona si piazzi al 13° posto tra le 49 squadre della Seconda Divisione nella graduatoria stilata considerando il numero medio di spettatori alle gare casalinghe. Nel girone A il tifo savonese è preceduto solamente da Pro Vercelli e Pro Patria.

In questa stagione, pertanto, non è mancato il sostegno della tifoseria biancoblu in gradinata. Certo l’entusiasmo e i numeri del tempi d’oro sono ben lontani, ma cori, sciarpe e striscioni hanno sempre fatto da contorno alle partite dal Savona al Valerio Bacigalupo. Sono sempre mancate, invece, le bandiere. Nessuno se le è dimenticate, semplicemente è stato impossibile per i tifosi portarle all’interno dell’impianto.

A sollevare la questione è stato il blog Biancoblutimessavona, sempre attento a ciò che avviene attorno alla prima squadra di calcio cittadina. “Settimane fa – spiegano i redattori del blog -, alcuni storici tifosi della gradinata si prendono l’onere di fare la domanda per far entrare i bandieroni in gradinata (non è una prassi, assomiglia di più ad un’istruttoria…). Per la società non ci sono problemi, per altri apparati di sicurezza nemmeno (e abbiamo chiesto verifica anche noi). Resta un unico problema, il visto dei vigili del fuoco. Formalità si dirà. E invece no! Chi ha fatto la domanda riferisce di essersi trovato davanti ad un autentico muro di gomma, nell’iter si ci é sentito chiedere perfino ‘la bolla’. Per chi non lo sapesse, la bolla è un documento che accompagna la merce se non viene emessa fattura accompagnatoria. Una assurdità colossale”.

“Nessuna polemica nei confronti dei vigili del fuoco come corpo – sottolinea il blog, voce della tifoseria -, categoria assolutamente meritoria composta da persone che rischiano spesso la vita per la tutela della collettività. In merito a talune decisioni però, qualche dubbio sorge. Ecco, a questo punto, noi vogliamo sollevare il problema. E vorremmo che il problema arrivasse fino agli organi più alti, ovvero a coloro che possono davvero intervenire”.

“Ai tifosi si è chiesto spesso collaborazione, anche ai siti. Collaborazione che tra l’altro é sempre stata data, nel limite del possibile – spiegano i redattori del blog -. Sempre. Certo davanti a situazione come questa resta un dubbio: rapporto collaborativo o unilaterale? Sì, perché la sintesi a cui molti giungono conduce a questa osservazione: chiedi collaborazione e poi neghi l’ingresso di una o più storiche bandiere, che peraltro sono entrate per decenni?”.

“Non crediamo sia questo lo spirito collaborativo che tanto si auspica nelle dichiarazioni ufficiali – affermano i portavoce della tifoseria -. Ma come non capire che a tanti tifosi questa diniego è parso una provocazione, un abuso? Questi sono i fatti. Vorremmo concludere dicendo che è giusto e doveroso far rispettare le regole, ma il buon senso, a tutti i livelli e da qualsiasi parte, non dovrebbe mai mancare”.

A sollevare le perplessità dei tifosi è, ancor di più, il fatto che il Valerio Bacigalupo sia l’unico stadio d’Italia nel quale risulta impossibile fare entrare le bandiere. “Basterebbe applicare le regole in modo uniforme e uguale per tutti, altrimenti sembra un sopruso! Forse al Baci c’è maggiore pericolo incendi?” si domanda un tifoso nella chat del blog. “Basterebbe veramente il solo buon senso in tutte le cose” gli risponde Fabio Furnaxi nella stessa discussione, e prosegue: “Mi auguro veramente che la cosa vada avanti e si arrivi a una soluzione per poter fare ritornare le storiche bandiere al Baci”.

“Nessuna collaborazione con questa gente! Ci usano, ci calpestano, abusano, niente collaborazione” dichiara in maniera molto decisa un sostenitore savonese. “Dovremmo ribellarci… questo è un provvedimento da stato illiberale” gli fa eco un altro.

“Una situazione ridicola e grottesca che va cambiata e la può cambiare solo il cittadino che prende posizione” recita un messaggio e, sulla stessa linea, ecco chi dichiara che è “una vergogna il fatto che neghino l’ingresso alle bandiere, è un abuso!”, e ancora “Bisogna fare appello alle istituzioni affinchè facciano qualcosa per le bandiere allo stadio, dobbiamo lottare per la C1!”.

Insomma, il tempo stringe perché il finale di stagione è ormai entrato nel vivo e i tempi della burocrazia, è noto, raramente sono sbrigativi. I sostenitori del Savona hanno accettato fino ad ora uno stadio spoglio di bandiere, ma adesso che la questione è stata sollevata e non c’è stato modo di poterle sventolare, la piazza non pare intenzionata a rinunciarvi. La società, le istituzioni o qualcun altro in grado di sbloccare la situazione deciderà di intervenire in tempo oppure continueremo a vedere una gradinata disadorna come nell’immagine?

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