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Medie Alighieri, genitori: “No a minacce anonime, ma si assuma responsabilità chi ci bolla come bugiardi”

Albenga. Si dissociano con forza dalle lettere anonime e di minaccia ricevute dal vicepreside e dal dirigente scolastico della scuola Media di via Degli Orti ma, allo stesso tempo, si dicono pienamente d’accordo con le parole espresse da Emanuele Lo Gioco, il “genitore indignato” che, il 4 febbraio scorso, ha descritto la serata di presentazione al cinema-teatro Ambra del progetto di accorpamento delle scuole medie ingaune.

“Quella descrizione è una sintesi perfetta di ciò che è accaduto in quella serata e del comportamento a dir poco discutibile del vicepreside nei confronti di una mamma intervenuta per sostenere le sue ragioni – dice Federica Lantero del Comitato dei Genitori – Condanniamo ovviamente con forza l’atteggiamento di chi si nasconde dietro a scritti anonimi e dai toni minacciosi: ma da qui a far passare e bollare tutti i genitori presenti come dei bugiardi, ce ne passa. Rispetto al trattamento ricevuto in quella serata, mi sembra anche una lettera firmata educata e assolutamente oggettiva. Mi spiace che ci sia chi non vuole assumersi le proprie responsabilità. Siamo inoltre rimasti molto stupidi dell’atteggiamento dell’amministrazione comunale che ha lasciato che il progetto venisse presentato dal professor Slompo invece che da un suo tecnico. Da allora non abbiamo avuto più contatti con il sindaco né con gli assessori, ma sappiamo che stanno andando avanti con questo piano. Ripetiamo: non siamo contrari a priori, ma vogliamo garanzie. Quelle che nessuno, fino adesso, è riuscito a darci”.

Ad intervenire nella querelle è anche il diretto interessato, Emanuele Lo Gioco, che precisa: “Rientrando dopo una settimana di vacanza, mi sono accorto che la qualità della discussione sull’accorpamento della Alighieri-Mameli, già di per se bassa, ha avuto modo di scendere ancora di più. A parte un doveroso ringraziamento che devo fare al signor Andreis per il sostegno offerto, devo altresì dire che non mi sento, né mi sono mai sentito intimorito da chi fa la voce grossa ed è per quello che ho sempre messo la faccia o la firma e se mai fossero vere queste lettere anonime le trovo a dir poco stupide e prive di un qualsiasi spessore, anche perché in quanto cosa anonima non ha provenienza conosciuta e potrebbe tranquillamente essere prodotta per delegittimere un movimento nato spontaneamente come quello dei genitori, me compreso, che si oppongono all’accorpamento e che è stato tacciato di scorrettezza e consentitemi la battuta, di sedizionismo, con quella riunione avvenuta nell’aula magna della Alighieri qualche giorno prima”.

Il vicepreside Giuseppe Slompo ha parlato di “macchina del fango” e contro le lettere anonime si è rivolto all’autorità giudiziaria. “Mi sono impegnato senza risparmiarmi per risolvere i problemi legati all’accorpamento, soprattutto quelli relativi all’ottimizzazione degli spazi scolastici, partecipando a tutte le riunioni tecniche – ha detto il professor Slompo – Comprendo le tensioni dei genitori, ma non posso tollerare gli insulti e tutelo la mia dignità e onorabilità. E’ stata organizzata una campagna denigratoria e calunniosa che mi ha addebitato parole non dette e fatti mai avvenuti, rendendomi bersaglio di lettere anonime, offese, insulti, intimidazioni e minacce di ogni genere”.

“La scuola è apartitica – ha sottolineato il professor Slompo – Noi difendiamo i valori costituzionali e non le singole bandiere. Soprattutto, guardiamo all’interesse degli studenti. Certi toni e atteggiamenti non fanno bene né alla scuola né ai ragazzi. Capisco la circostanza dolorosa che crea un accorpamento, ma respingo i comportamenti che vengono attuati in mala fede e solo per diffamare”.

“Molto probabilmente ai genitori è consentita solo la riunione per fare le torte di beneficenza o le tombolate – replica invece Lo Gioco – Quello che ho scritto, e che riscriverei oggi nello stesso modo, rappresentava i sentimenti miei e di mia moglie dopo una serata di tempo perso e amarezza di ben diciotto giorni fa. Tempo perso, e lo sapevamo prima di andare al teatro Ambra, ma abbiamo ottemperato lo stesso al nostro impegno di genitori ed educatori, avendo l’idea che ‘la libertà è partecipazione’, come diceva Gaber e questa cultura della libertà va perseguita non solo con le parole ma anche con i gesti. Il problema non sarebbe esistito se al posto di una presentazione raffazzonata nei contenuti e vicini alla scadenza delle iscrizioni per i ragazzini di prima, l’amministrazione comunale avesse presentato un progetto in corso d’opera, assolutamente ben studiato da esperti dell’edilizia scolastica legati alla contemporaneità degli ultimi studi su vivibilità e urbanizzazione e con tempistiche adeguate, perché, bisogna ricordar loro, che siamo a fine febbraio e settembre non è così lontano e se bisogna indire un bando per assegnare i lavori i tempi non bastano, a meno che non si voglia utilizzare qualche procedura d’urgenza per saltare qualche passaggio burocratico che trovo fuori luogo dato che dopo due anni di parole ci troviamo, per non smentire l’Italian Style, con dei tempi risicatissimi .Poi non bisogna dimenticare che in tutto questo circo pieno di polemiche colorate sono usciti 9 milioni di euro per il fantasmagorico Polo Scolastico, come i 600 mila euro per la frana di San Fedele, come se di colpo la Provincia si fosse accorta che c’era anche Albenga e l’Ingauna. Siamo entrati in piena campagna pre-elettorale?”.

“Devo dire che sarei felicissimo se venisse mai realizzato questo Polo – precisa Lo Gioco – perché penso che sia un’opportunità per tutta la comunità sia dal punto di vista occupazionale su un territorio. Ma non andiamo fuori tema. Quando si parla di strutture che accolgono persone,o si interviene nell’educazione delle nuove genarazioni o si parla di soldi pubblici è giusto che i cittadini intervengano ed è pura demagogia affermare che per il bene dei nostri ragazzi non si deve fare politica. Politica è partecipazione sociale e come affermava Aristotele: l’uomo è un animale politico in quanto partecipa alla vita sociale e civile. La presa di coscienza delle persone è cambiata e dopo vent’anni di teleimbonitori, forse, un po’ di anticorpi ce li siamo creati e se gli amministratori locali pensano ancora che basta salire su un palco per avere consenso a scatola chiusa, be’, allora sono obsoleti ancora prima di cominciare”.

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