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Tentato omicidio di Cairo: nessun giallo sulle segnalazioni arrivate in tribunale foto

Savona. Nessuna volontà di passare la “palla” nelle mani di qualcun’altro, ma solo quella di fare chiarezza e spiegare che non esiste alcun tipo di “giallo” sulle segnalazione arrivate in Tribunale dall’ufficio dei servizi sociali di Cairo. Il caso al quale si fa riferimento è ovviamente quello di Josè Francisco Galvis Formica, il cinquantenne italo-colombiano che l’altro ieri è entrato nella sede dei Servizi Sociali di Cairo e ha aggredito una dipendente, Veronica Meinero, ferendola gravemente.

Subito dopo il tentato omicidio erano state sollevate delle polemiche: qualcuno diceva che la pericolosità di Formica era nota ed era anche già stata segnalata, ma nessuno era intervenuto. In particolare c’era chi insinuava che il Tribunale non avesse preso provvedimenti nei confronti dell’uomo nonostante la richiesta di aiuto. In proposito il gip Fiorenza Giorgi, che ieri ha interrogato Formica e che, per una curiosa coincidenza, qualche mese fa era il giudice tutelare che seguiva il suo caso, ha spiegato quali sono le “segnalazioni” arrivate nel Palazzo di Giustizia savonese.

Dall’ufficio cairese sono in effetti partite delle comunicazioni per il Tribunale ma si trattava di normali relazioni di servizio: il giudice (nell’aprile 2010) aveva affidato i figli di Formica ai servizi sociali e, sulla base di quanto da loro riferito, il 12 luglio, aveva disposto che i bimbi venissero collocati in una comunità protetta. Lo stesso tribunale aveva anche autorizzato, come da prassi, i servizi sociali a gestire gli incontri tra i piccoli ed i genitori. Nell’ottobre una relazione dei servizi sociali racconta di una situazione tranquilla: gli incontri si svolgevano regolarmente e senza alcun intoppo.

Il problema arriva il 20 novembre quando, in seguito ad un incotro con i figli in cui aveva mostrato un atteggiamento aggressivo, Formica viene convocato nell’ufficio dei servizi sociali a Cairo. Qui tiene un comportamento “irrispettoso” e finisce per “appoggiare i piedi” sulla scrivania di Veronica Meinero. L’assistente comunica all’uomo che avrebbe sospeso gli incontri con i figli e a quel punto lui avrebbe detto “se non me li fai rivedere tu li vado a prendere io”. Il 26 novembre arriva al giudice una relazione, che venne inviata anche ai carabinieri di Cairo, in cui si parla di questo episodio. Dopo quella relazione, in Tribunale, ne arriva anche un’altra nella quale gli assistenti sociali riferiscono che, da quando hanno sospeso gli incontri con i bambini, il signor Formica non si è più fatto sentire ed è sparito. Insomma nulla che lasci presagire quanto sarebbe accaduto.

Il silenzio infatti è stato rotto, con un folle gesto, l’altra mattina. Un gesto che è difficile dire se poteva essere previsto, e di conseguenza impedito, o meno. Quello che è certo è che poteva avere conseguenze ben peggiori.

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