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Articolo n° 140407 del 22/02/2011 - 14:29

Tentato omicidio a Cairo, assistenti sociali di Albenga e Finale: “Etichettati come quelli che portano via i bambini”

tentato omicidio cairo 21 febbraio

Cairo. Prosegue la riflessione sulle condizioni lavorative degli assistenti sociali dopo il terribile episodio successo ieri mattina a Cairo in cui Veronica Meinero e l’assessore Giovanni Ligorio sono stati aggrediti e feriti da un cinquantenne italo-colombiano nella sede dei Servizi Sociali.

“La nostra professione comporta un certo rischio a causa del contatto con utenti spesso aggressivi e ancora oggi veniamo etichettati come “quelli che fanno del bene” o nelle ipotesi peggiori “quelli che portano via i bambini”. Inoltre non possiamo non evidenziare come il pesante disinvestimento politico sul welfare ci veda non solo, come sempre, in prima linea, ma spesso utilizzati come estremo parafulmine per scelte votate al disinteresse ed alla marginalità della materia del “welfare state”. Ad affermarlo in una nota sono gli assistenti sociali dei distretti socio-sanitari albenganese e finalese.

“Abbiamo da sempre amato e cercato di onorare il nostro ruolo di ponte tra la parte politica e la cittadinanza, ma attualmente la crisi internazionale e le pesantissime ripercussioni sui servizi sociali ci rendono troppe volte facili bersagli di accuse, se non di atti ben peggiori. Certo, si dirà, l’aggressore di Veronica ha perso la testa non per un contributo negato, ma per aver perso la patria potestà, ma quante persone aggressive, potenzialmente pericolose, addirittura armate in modo rudimentale potrebbero un domani reagire allo stesso modo di fronte all’ennesimo, inevitabile rifiuto, all’ennesima comunicazione che i fondi non sono sufficienti o sono proprio esauriti? Non vogliamo cedere a questo ricatto, ma chiediamo di essere tutelati nella nostra posizione di frontiera, nel nostro ruolo che sempre più a sproposito viene caricato di responsabilità non nostre, riguardanti l’utilizzo e la presenza di risorse da destinare ai nostri servizi. Esprimiamo con forza la necessità di tutela giuridica e fisica, soprattutto nei servizi più a rischio, specialmente in situazioni recidive, come purtroppo è quella della Val Bormida” concludono gli assistenti sociali dei distretti socio-sanitari albenganese e finalese.

Intanto resta riservata la prognosi per Veronica Meinero, secondo i medici dell’ospedale Santa Corona di Pietra Ligure dove si trova ora ricoverata la donna, le condizioni sono gravi ma stabili. Il suo aggressore, Francisco José Formica, voleva vendicarsi degli operatori che gli hanno tolto la custodia dei figli di 16 e 10 anni. Arrestato, ora si trova in carcere in attesa di essere interrogato dal gip per la convalida dell’arresto.

Redazione

17 commenti a “Tentato omicidio a Cairo, assistenti sociali di Albenga e Finale: “Etichettati come quelli che portano via i bambini””
Giudice ha detto..
il 22 febbraio 2011 alle 15:52

e adesso csa pensa che diranno i “suoi” figli ? Forse sarebbe satato meglio bere di meno e riflettere di più. La società e zeppa di gente del genere. Bevono e diventano aggressivi. Bisogna che qualcuno gli insegni a vivere.

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F.F. ha detto..
il 22 febbraio 2011 alle 16:52

…sicuramente non sarà questo il caso, ma a volte gli operatori dei servizi sociali hanno un pò troppo potere e una preparazione poco adeguata a frontegggiare determinate situazioni.

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lui la plume ha detto..
il 22 febbraio 2011 alle 17:00

“”"”assistenti sociali: “Etichettati come quelli che portano via i bambini” “”"”"

In effetti questa “”"e’ “” l’opinione diffusa ….
sarebbe opportuna una verifica … una operazione atta a modificare questa opinione …. che e’ veramente una prima impressione molto diffusa.

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Orazio ha detto..
il 22 febbraio 2011 alle 18:48

Purtroppo ho sotto gli occhi tutti i giorni un episodio che conferma questa etichetta. Una madre “adeguata” quindi normale, con un lavoro, una casa ed amore da dare a sua figlia, definita invece inadeguata dai servizi sociali di Pietra Ligure, ed una povera bambina costretta a vivere con le suore senza sapere quando potrà tornare da sua mamma. Intanto la bambina sta regredendo e da evidenti segni di disagio a causa di questa situazione. Entrerà tra poco in età adolescenziale e se le autorità non prenderanno provvedimenti, la bimba certamente sarà segnata per tutta la vita. Intanto Giudici e Dott. a fine giornata timbrano e vanno a casa. Ovviamente gli assistenti sociali possono essere anche degli ottimi professionisti, ma sono uomini e sono soggetti ad errori di valutazione, un po di coscienza e meno superficialità quando decidono, non guasta.

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freeholly9 ha detto..
il 22 febbraio 2011 alle 20:05

Orazio è giusto che casi come quello che dici tu (che non conosco,parlo per sentito dire) vengano portati in un tribunale e che a quegli operatori che si dimostrano incapaci vengano tolte tutte le mansioni.
Si studia per diventare assistenti sociali, ed in qualche modo sono una figura professionale.
Se commettono degli errori devono essere sottoposti a controlli rigidi più che mai,visti i casi delicati che sono costretti a trattare.
Ma questa storia trascende dal senso dell’argomento: l’operatrice è stata aggredita da uno squilibrato e merita tutto il sostegno e non queste polemiche inutili, inutili in questa sede sia chiaro!

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Resist ha detto..
il 22 febbraio 2011 alle 21:57

La decisione di togliere un minore ai propri genitori spetta solo ad un Giudice,anzi a 3.
Gli Assistenti Sociali analizzano le situazioni insieme ai Carabinieri, in situazioni delicate, e riferiscono.
Il lavoro degli Assistenti Sociali è importantissimo perchè attraverso il dialogo devono mediare situazioni molto complesse e,come in questo caso,pericolose.
Non possono essere lasciati soli quando si presentano casi “a rischio”.

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PALOMBO17 ha detto..
il 22 febbraio 2011 alle 22:26

a perchè nn à cosi??????provato sulla mia pelle…una vita rovinata da sta gente del piffero…16 anni in istituti,vi basta????e mia madre nn era ne tossica ne alcolizzata….era sl una ragazza madre!!!!vivono sulle disgrazie altrui sta gente….credetemi!!!!

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IronMan ha detto..
il 22 febbraio 2011 alle 23:31

. . . io farei test psicologici in itinere a tutti gli assistenti sociali !! e test antidroga !! molti NON sono all’altezza nemmeno di gestire un pesce rosso . . ed hanno TROPPO potere decisionale !!

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Bobby75 ha detto..
il 22 febbraio 2011 alle 23:53

Quoto di nuovo Orazio, è sucesso anche a em, a Pietra Ligure. Il gesto nn si giustifica in nessun modo, ci mancherebbe… però… ci sono tanti però…

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Bruno Pirastu ha detto..
il 23 febbraio 2011 alle 08:32

Esperienza personale ( non a Savona ) mi dice che gli A.S. sono spesso usati da genitori in lite tra di loro e che , purtroppo, sono i figli a farne le spese. Ho trovato molta superficialità nel documentarsi e molta iniziativa autonoma nel gestire, male, certe situazioni senza chiedere aiuto e consiglio al Tribunale sia Civile che quello dei Minor, unici che possono dare le direttive di comportamento, peccando di presunzione.

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cairesedoc ha detto..
il 23 febbraio 2011 alle 10:08

C’è anche un altro spetto della vicenda:
nessuno si chiede perchè Cairo è diventata il teatro di tante storie di disagio e di violenza?

Il sindaco, sul secolo di ieri, parlava di una situazione nazionale, e non “credeva” che a Cairo ci fosse un “problema”.
A me sembra che a Cairo i problemi ci siano, eccome!
Basta volerli vedere.

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Orazio ha detto..
il 23 febbraio 2011 alle 10:12

Ad onor del vero devo anche dire una cosa, io sono di Loano, ed a Loano la gestione amministrativa e politica dei servizi sociali è in mano all’assessore Luca Lettieri. Una persona che non ha mai perso il filo con i cittadini, di cui si può avere stima e fiducia. Inoltre anche se fortunatamente non ho mai avuto direttamente bisogno, conosco un paio di operatori A.S. e credo che quel che ho visto capitare a Pietra, a Loano non sarebbe mai successo.

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Iosif ha detto..
il 23 febbraio 2011 alle 10:15

Sicuramente la questione è molto delicata.
Personalmente penso che chi beve abitualmente e tiene comportamenti aggressivi deve essere sanzionato, dall’altra parte se ti vedi strappare un figlio ingiustamente puo’ succedere di tutto.
Ovviamente non entro nel merito dell’accaduto perchè non conosco i dettagli.

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Biagio MURGIA ha detto..
il 23 febbraio 2011 alle 11:51

Svolgo da alcuni anni volontariato presso una casa famiglia che si occupa di minori in stato di abbandono e/o di situazioni famigliari delicate che coinvolgono i minori e so in che situazioni sono costretti a lavorare sia gli operatori del settore che gli addetti ai servizi sociali. Premesso ciò, voglio esprimere la mia totale solidarietà a tutte le persone che operano nel sociale e che cercano di alleviare le difficoltà che sempre più insorgono all’interno dei nuclei famigliari (le cronache giornaliere sono piene di casi anche gravi in cui sono coinvolti minori) ed in particolare all’addetta ai servizi sociali di Cairo M.tte vittima di un folle e solo per avere fatto il propio dovere. Auguri di una pronta e totale guarigione.

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sampei29 ha detto..
il 23 febbraio 2011 alle 12:16

Direi che i giudizi che si possono estrapolare da questi commenti sugli assistenti sociali risultano spesso poco lusinghieri, pertanto credo che chi di dovere dovrebbe effettuare una verifica per cercare di capire il perchè della poca fiducia riposta in tale servizio.

cairesedoc
Trovo poco corretto e fuoriluogo addossare le colpe di un simile raptus di follia all’amministrazione comunale!

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freeholly9 ha detto..
il 23 febbraio 2011 alle 12:29

si ma sinceramente,se sei uno che entra in un ufficio per squartare una dipendente con un machete vuol dire che non solo han fatto bene a toglierti il figlio,ma non dovevano neanche permetterti di farlo proprio.

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cairesedoc ha detto..
il 24 febbraio 2011 alle 12:09

x sampei29
capisco che devi sempre e comunque difendere la tua amministrazione comunale.

Ma se non conosci il degrado in cui si vive a Cairo, allora non hai visitato il mio paese negli ultimi anni.

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