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Lettere al direttore

Studenti e soppressione treni: il punto di Michele Laurelli

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Trovo scandalosa la decisione di Trenitalia di sopprimere, dall’inizio di Febbraio, i treni verso il Levante ligure successivi alle 22:30, decisione che ha causato notevoli disagi agli studenti che frequentano presso l’Itis di Savona i corsi serali.

Come Presidente della Consulta Provinciale degli Studenti di Savona, e come dirigente provinciale di Alternativa Studentesca, non posso che esprimere con sollecitudine la mia solidarietà e comprensione verso gli studenti danneggiati da questa scelta. Si tratta di persone che già affrontano duri sacrifici per conciliare con il lavoro e la famiglia le ore di frequentazione necessarie per acquisire un titolo di studio, fortemente desiderato e spesso necessario proprio in ambito lavorativo; io stesso frequento il corso serale ad indirizzo Geometri, e posso quindi ben capire la forza di volontà e la fatica che richiede un simile percorso, il più delle volte frutto di una scelta obbligata.

Ci si aspetterebbe, da parte di aziende come Trenitalia, che hanno un forte impatto sulla vita quotidiana dei cittadini, una maggiore attenzione alle fasce deboli della popolazione, agli studenti, ai lavoratori, a chi insomma fa con serietà il proprio dovere. Invece, con l’introduzione dei nuovi orari, alcuni studenti dei corsi serali dovranno rinunciare ogni giorno a due ore di lezione per poter far ritorno a casa.

Bisogna precisare, inoltre, che non si tratta di un caso isolato: le ultime scelte di Trenitalia appaiono nel complesso molto criticabili. Non solo numerosi treni regionali sono stati soppressi, anche in altre fascie orarie, ma contemporaneamente si è messa in atto una politica di pesanti aumenti (tra il 15 e il 20%) dei costi di biglietti ed abbonamenti, politica che si ripercuote in prima battuta sulle molte persone che, per studiare, sono costrette quotidianamente a spostarsi di diversi chilometri. Al contempo, non è prevista, per chi appartiene a questa categoria, alcuna agevolazione economica che alleggerisca l’incidenza dello studio sul bilancio domestico.

Mi auguro, in conclusione, che Trenitalia voglia fare un passo indietro in merito alla cancellazione dei treni serali e che, in futuro, si mettano in atto politiche generali attente non solo alle esigenze di bilancio aziendale, ma soprattutto alle necessità degli studenti e di tutti gli utenti.

Michele Laurelli

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