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Lettere al direttore

Simpatizzanti del Pci a difesa dell’Assessore Vesco

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A leggere il Secolo XIX di oggi nella pagina dell’economia viene da chiedersi se anche in Liguria e nei suoi giornali più “autorevoli” sia arrivato il virus malefico della stampa spazzatura. Non altro si dovrebbe dire dell’articolo che il signor Mari ha scritto oggi attaccando, nel modo becero tanto di moda l’Assessore Enrico Vesco, dalle pagine del Secolo, sezione economia. Che  il suddetto signore non sia in corsa per il premio Pulitzer è evidente ma dovrebbe spiegare ai lettori del giornale, ai cittadini liguri e non ultimi ai militanti del Partito dei Comunisti Italiani, non specie di comunisti italiani ma Partito appunto, il senso di questo attacco personale e politico a Vesco. Superato il dubbio che si trattasse di un publiredazionale (per i non addetti ai lavori una pagina comprata) messo lì per riempire uno spazio lasciato vuota da un altro inserzionista ci siamo chiesti il perché.

Insultare personalmente una carica istituzionale è di per sé oltre che perseguibile almeno spregevole: non avendo miglior argomenti alla “Boffo” ci si attacca all’impegno che da tanti anni Vesco dedica alla sua, indiscussa e non oggetto di discussione, fede politica che si dimostra anche organizzando feste, e non festini, dove, considerato i pochi mezzi a disposizione, tutti i compagni sono chiamati a dare aiuto, facendo anche le cozze ripiene e i ravioli. Tanta acrimonia è dovuta a dei mancati inviti? Ci dispiace e ci auguriamo che si continui così. Non sono festini interessanti, caro Mari, se non da un punto di vista politico e aggregativi, non sempre le compagne sono belle e procaci, ma ottime cuoche, e quella che gira se bianca è farina.

L’attacco politico sull’attività o la presunta mancata attività di Vesco come Assessore, se non fosse risibile, fazioso e di bassa lega, non sarebbe nemmeno degno di considerazione. Ma quello che stupisce è come un giornalista, si presume professionista, possa scrivere con tanta faciloneria di due Assessorati portati avanti per due amministrazioni, con impegno e dedizione tali da far venire a volte meno il suo impegno diretto come Segretario Regionale del Partito. Perché bisogna ricordare, ma soprattutto Mari dovrebbe ricordare o saperlo, che Vesco ha retto nella precedente Amministrazione Burlando l’Assessorati ai Trasporti (di cui ha avuto riconferma anche nell’attuale) e l’Assessorato al Lavoro e alle Politiche dell’Immigrazione. Ci si può dimenticare che la miglior legge sulla sicurezza del lavoro in Porto è frutto dell’azione di Vesco, o che la prima legge sulla tutela degli immigrati è targata Liguria o che “i cantieri scuola-lavoro” della Ferrania che tanto hanno fatto per i lavoratori della Valbormida, sono nati e cresciuti solo per la caparbietà di un Assessore che, proprio per il suo trascorso e presente politico, mette il lavoro, la sua tutela e il suo sviluppo che punti non negoziabili della sua coerenza?

Invece di raccogliere i “ceti”, come si usa dire in ligure, o i malumori, come dicono quelli che parlano forbito, di pochi compagni che hanno scelto strade diverse o che non hanno avuto posti ambiti, e non per voracità di Vesco, ma per scelte politiche delle Segreterie Nazionali e Regionali di Rifondazione Comunista e Comunisti Italiani,  perché non si è fatto un giro tra i lavoratori (certo attività che presume di fare del giornalismo di inchiesta sul campo e non di scandalo al telefono della redazione) per chiedere cosa ne pensassero loro di Vesco, o tra i pendolari (categoria che il buon Mari non frequenta evidentemente) che in Vesco hanno trovato l’unica voce nel deserto della politica e delle amministrazioni a difendere i loro pochi diritti calpestati da una Società, Ferrovie dello Stato o Trenitalia o come la si vuole chiamare,  che forte di una privatizzazione, che ci auguriamo non venga accollata anche questa a Vesco, ha fatto carne di porco dei pendolari, dei lavoratori e del personale viaggiante. Questi dovevano essere argomenti da pagina economica di un giornale che vuole essere considerato di respiro nazionale e non pamphlet di provincia.

Ci aspettiamo delle scuse, Vesco sicuramente non si abbasserà a polemizzare, noi che compriamo il giornale, noi che siamo cittadini liguri che hanno eletto questa amministrazione e noi militanti politici che siamo orgogliosi di quello che siamo stati, siamo e saremo anche in questo mondo fatto di giornalismo barbaro.

Gli iscritti e i simpatizzanti liguri del Partito dei Comunisti Italiani

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