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Sel partecipa alla giornata di mobilitazione “Se non ora, quando?”

Savona. “Sinistra Ecologia Libertà il 13 febbraio 2011 parteciperà al presidio a Savona e alla manifestazione a Genova con le sue molte donne e uomini di diversa età, di diversa provenienza e di diverso vissuto, per difendere la dignità delle donne, per rivoluzionare il modello imbarbarito di una società che ha smarrito i fondamentali principi di convivenza e di rispetto delle persone, per ricostruire un progetto culturale dove il femminile sia riconosciuto e valorizzato”: questo l’annuncio di Rosanna Lavagna del Coordinamento provinciale Sel.

“La quotidianità della maggior parte delle donne italiane è costituita di lavoro, di sacrificio, di impegni familiari; molte operano attivamente nella vita pubblica, nell’associazionismo, nel volontariato. L’Italia democratica è anche il frutto dell’impegno femminile sia nella realizzazione dell’Unità, sia nell’uscita, con la lotta di Liberazione, dalla dittatura nazifascista, sia nella costruzione di una società più giusta in cui i diritti fondamentali sono stati conquistati a prezzo di dure lotte. Le donne, quindi, non possono accettare che la loro importanza, la loro dignità e il ruolo che hanno avuto e hanno siano vanificati e messi in dubbio dalla continua riproposizione di modelli che le ritraggono come oggetto di scambio sessuale; modelli tanto più sbagliati e pericolosi se rivolti alle giovani generazioni come promessa di percorsi privilegiati per affermarsi facilmente in ogni campo. In questi modelli la maggior parte delle donne italiane non può e non vuole riconoscersi”.

“Il superamento del berlusconismo deve avvenire sul terreno della cultura e della relazione tra i generi – si legge ancora nella nota Sel – Il 13 febbraio saremo in piazza, donne e uomini, per affermare con forza che le donne non vogliono essere usate, infangate, strumentalizzate, che rifiutano l’immagine femminile come oggetto sessuale avente lo scopo di compiacere l’uomo potente, per organizzare una grande battaglia politica che rovesci un modello di relazioni che, troppo spesso, ripropone l’antico primato del maschile e rischia di legittimare comportamenti lesivi della dignità delle persone e di annullare la coscienza civile ed etica della nostra società”.

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