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Savona, violenza sulle donne: potenziata l’assistenza della casa rifugio l’ “Isola che C’è”

Savona. Dopo i dati resi noti dalle autorità sanitarie locali sui casi di violenza ai danni delle donne, il Comune di Savona annuncia l’apertura del secondo livello di assistenza della struttura l’Isola che C’è, la casa rifugio aperta nell’ottobre 2007, che offre pronta accoglienza a donne e minori vittime di violenza, di maltrattamenti o in condizioni di pericolo a causa di gravi conflitti familiari. La struttura è curata dal Distretto Sociosanitario n.7 Savonese e fornisce: protezione e sicurezza alla donna e ai suoi figli, consulenza legale, supporto educativo, supporto psicologico. Il potenziamento dell’assistenza prevede un secondo livello di accompagnamento al reinserimento nella vita sociale e in un contesto lavorativo, che potrà far seguito successivamente al primo anno di ospitalità nella casa rifugio

Per il Comune di Savona, l’attività è seguita dai Servizi Sociali: “L’apertura della casa rifugio con la pronta accoglienza alle donne e ai bambini vittime di violenza è un passo importante che il Comune e il Distretto ha compiuto nell´assicurare a questa fascia disagiata della popolazione immediata cura e protezione – dichiara l’assessore alla promozione sociale Isabella Sorgini -. Un traguardo altrettanto importante è stato segnato dall’attivazione del secondo livello del Progetto, che permette alle persone assistite di compiere un percorso di reinserimento nel tessuto sociale, grazie all´elaborazione di progetti individuali che perettano loro di tenersi lontane dagli ambienti dove avviene e si perpetua la violenza. Per gli operatori l’attività della casa rifugio rappresenta anche un importante strumento di monitoraggio di questi fenomeni sul nostro territorio”.

20 le segnalazioni arrivate nel 2010 alla casa rifugio, con una provenienza ben distribuita a livello di territorio savonese. Come già rilevato negli anni scorsi c’è un aumento delle donne straniere e questo può essere spiegato con una presa di coscienza dei propri diritti da parte di queste donne e perché trovandosi in un paese straniero spesso non hanno una rete di amici e parenti a cui chiedere aiuto e supporto e quindi si rivolgono a chi di competenza. Undici gli inserimenti nel 2010, tutti d’emergenza, e questo dimostra quanto il fenomeno sia presente sul nostro territorio. La maggior parte delle donne ospitate sono tra i 17-35 anni. La struttura ospita attualmente anche 18 bambini vittime di violenze, in tre casi anche tre di carattere fisico.

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