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Lettere al direttore

San Giuseppe di Cairo: il “caso” della stazione ferroviaria

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“In riferimento alla lettera del Sig. Giovanni Moreno dell’associazione Intrabormida nella quale la stazione ferroviaria di San Giuseppe di Cairo viene descritta come un luogo abbandonato a sé stesso, dove regna l’incuria e addirittura utilizzata come postribolo mi sento in dovere di esprimere, a mia volta, alcune riflessioni: l’incuria materiale è sicuramente da addebitarsi alle politiche dei trasporti pubblici che, negli anni, hanno determinato lo scadimento e, a volte, l’azzeramento dei servizi. Si fa un gran parlare di Alta Velocità e si perde completamente di vista il continuo peggioramento dovuto ai ripetuti tagli finanziari che non permettono una doverosa e decorosa manutenzione delle tratte secondarie”.

“Riguardo poi alle frequentazioni notturne nella stazione medesima, urge precisare innanzitutto che mettere sullo stesso piano persone ‘senzatetto’ e delinquenti è di pessimo gusto, ingiusto e demagogico, dopodichè chissà quali atti di efferata delinquenza potranno mai essere messi in atto nella seconda sala d’attesa posta tra i binari considerato anche il fatto che la stazione è molto facilmente raggiungibile e che abitualmente posti di blocco delle forze dell’ordine sono posti in essere a poche centinaia di metri di distanza e quindi tali atti avverrebbero sotto il naso dei tutori della legge, cosa che trovo francamente impossibile. Se poi il Sig. Moreno è stato testimone di atti contrari alla legge li denunci, ricordandogli che trovarsi in stato di indigenza, senza un tetto sotto al quale andare a dormire non è ancora un reato ma piuttosto materia di interessamento da parte di servizi sociali e associazioni caritatevoli. Dopodichè nutro comunque seri dubbi sulle capacità di osservazione e investigative del rappresentante di Intrabormida: infatti, dopo un mese di quotidiane osservazioni diurne e notturne non si è reso conto che i contatori elettrici aperti alla mercè di terroristi islamici, brigatisti rossi o chiunque interessato a bloccare il traffico ferroviario altro non erano che attrezzature dismesse in attesa dello smaltimento”.

“Non vorrei che, grazie anche a lettere di questo tenore, le Ferrovie dello Stato (ora privatizzate) non cogliessero la palla al balzo per chiudere definitivamente l’accesso all’interno della stazione come già avvenuto per Cairo Montenotte e molti altri luoghi”.

Sandro Panelli
Federazione della Sinistra – Cairo Montenotte

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