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Saldi invernali: Ascom e Confesercenti: “Flop di vendite nel savonese: -15%”

Savona. Bilancio decisamente negativo, quello che si registra a pochi giorni dalla fine dei saldi invernali nel savonese. Lo sostengono il presidente di Confesercenti provinciale, Franco Zino, e il presidente Ascom di Savona, Paolo Prefumo che sottolineano come le vendite savonesi abbiano registrato rispetto allo scorso anno un ribasso del 15%. Tra le cause l’effetto della crisi economica, la mancanza di lavoro ma anche la questione legata alla data di inizio delle svendite.

“Anche se l’inizio era stato molto buono – ha detto Franco Zino – dopo le prime due settimane abbiamo registrato un arresto ed un calo delle vendite che ha raggiunto il 15 per cento rispetto al 2010. Bisogna tenere conto, inoltre, che l’anno precedente non era stato buono, per cui il trend non è rincuorante. Sull’andamento, in parte, ha inciso anche il tempo. “È presto per esporre già i capi primaverili – ha proseguito Zino –, ma le giornate più calde non invogliano a comprare abbigliamento invernale. Nei primi giorni, sono stati venduti capi importanti, più costosi, ma tali vendite si sono risolte nelle prime settimane”.

Secondo il presidente di Confesercenti “da rivisitare è l’intero “sistema” saldi, a partire dalle date di avvio.che dovrebbero prendere il via dal primo febbraio e non essere anticipati così tanto”.

 “Confermiamo un calo del 15 per cento – ha detto Prefumo – e un peggioramento rispetto all’anno precedente. La causa prima è da rintracciare nello stato generale di crisi e nella scarsità di denaro nelle tasche delle famiglie. C’è da valutare un altro fatto: le aziende più grandi con una clientela fidelizzata tendono, nell’arco dell’anno, a proporre offerte ai loro clienti abituali spalmando l’offerta dei capi meno apprezzati nell’arco dell’anno”.

Anche Ascom ribadisce l’empasse delle date. “I saldi, così come sono, non funzionano – ha detto Prefumo – e, a nostro parere, vanno aboliti o spostati a fine febbraio. In caso contrario, la cosa migliore è che ciascun imprenditore sia libero di fare le proprie scelte in base alle esigenze di mercato e alle proprie”.

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