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Giudice (Confcommercio): “Saldi? Bilancio come lo scorso anno. Date vanno liberalizzate”

Savona. “Tenendo conto di tutti i vari comparti commerciali, direi che il risultato dei 45 giorni di saldi, appena terminati, è di sostanziale pareggio rispetto all’anno scorso”. E’ il commento di Lorenza Giudice, vicepresidente provinciale della Confcommercio e presidente, sempre per la Confcommercio, del comprensorio di Ponente.

“Ci siamo riuniti due giorni fa per analizzare la situazione, proprio in relazione al periodo delle vendite scontate, anche in previsione di una campagna di pressione affinché la determinazione delle date di effettuazione dei saldi tenga conto delle nostre esigenze, quelle di operatori in cittadine di medie dimensioni con una parte di clientela formata dai turisti” spiega Giudice.

“Per alcuni comparti – prosegue la vicepresidente Confcommercio -, c’è stato un risultato positivo; per altri, purtroppo, il segno appare negativo. Fra i primi, ricordiamo l’elettronica con le offerte dell’informatica, le nuove opportunità di arredo della casa (un comparto di cui non si parla ma che sta interessando molti utenti che, cercando di arredare la propria abitazione, si trovano ad affrontare costi spesso assai sostenuti), in aumento le vendite di articoli sportivi, mentre ci siamo accorti che, malgrado la crisi in atto, la gente non intende rinunciare al ‘fuori casa’, intendendo per fuori casa i pubblici esercizi, dai bar alla ristorazione (anche se trattasi di attività in cui ovviamente non si praticano i saldi). Sempre per i pubblici esercizi, ricordo che ci sono stati ultimamente anche periodi con picchi tali da creare difficoltà nel gestire i flussi. E’ altresì confermato come l’andamento meteorologico finisca per influenzare il livello delle vendite; e quindi come le condizioni del tempo orientino l’utenza più verso le gallerie commerciali (favorite appunto dal cattivo tempo) o il commercio più diffuso (in caso di buon tempo)”.

“Il settore dell’abbigliamento ha, in qualche modo, ricalcato i risultati dell’anno scorso, ponendo in evidenza la necessità di poter meglio gestire gli approvvigionamenti di magazzino. In generale, la crisi è stata più sentita dal ‘comparto di mezzo’ all’interno delle vendite di abbigliamento”. Sulla base di queste considerazioni nasce la richiesta della Confcommercio del Ponente savonese nel richiedere la liberalizzazione delle date dei saldi. Al più si potrebbe concordare, avendo nella Provincia l’interlocutore ed il mediatore, date per gruppi di comuni omogenei (cioè con le stesse esigenze).

“Bisogna battere sin che il ferro è caldo – auspica Lorenza Giudice -, quindi ottenere dalla Regione, attraverso una concertazione provinciale, lo svincolo dalla programmazione temporale dei saldi, che non può essere la stessa da Ventimiglia a La Spezia”. Cauto ottimismo sull’andamento dei saldi viene anche da Alassio, dove il consigliere delegato al commercio, Pino Maiellano, evidenzia la positività di “Desbalassio” (calembour fra Desbarassu e Alassio), una tre giorni commerciale organizzata dal Comune dal 12 al 14 febbraio, in occasione della Festa di San Valentino.

L’andamento economico della provincia e le prospettive di ripresa e sviluppo saranno al centro questa sera alle 20,45 della riunione del Consiglio Generale di Confcommercio Savona, con l’intervento del presidente della Camera di Commercio Luciano Pasquale e del presidente dell’Autorità Portuale Rino Canavese.

Commenti

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  1. gabbiano
    Scritto da gabbiano

    Guardate in fondo a questa pagina “Grandi Outlet Online”.
    Come volevasi dimostrare..

  2. gabbiano
    Scritto da gabbiano

    Aggiungo, anche perchè ora esiste la “rete”. Su internet si compra, a prezzi da saldo, tutto l’anno. Non si capisce perchè un imprenditore non possa decidere di vendere la sua merce al prezzo che vuole. E poi si parla di concorrenza….

  3. Roonf-Pirates
    Scritto da Roonf-Pirates

    Sicuramente le date devono essere spostate, altrimenti come è successo, si organizzeranno pulman in direzione del Piemonte, in particolare verso certi autlet !!! E la sig.a Lorenza sa bene cosa intendo, inoltre reputo che sia giusto che ogni uno disponga della libertà e dei mezzi , senza fare concorrenza sleale, ma creando competizione, prestare attenzione ad alcuni Iper che tendono ad accaparrarsi in tutti modi,la clientela, cannibalizzando i consumi.

  4. Scritto da mario giuffrida

    Ogni commerciante deve essere impresario di se stesso. Ogni commerciante ha necessità diverse dagli altri colleghi (vuoi per il tipo di articoli venduti, per le modalità di acquisto o per quelle di pagamento etc.). Penso quindi che ognuno deve avere a disposizione per ogni anno solare 60 giorni per effettuare vendite straordinarie (dove gli articoli sono venduti ad un pezzo inferiore di quello normalmente applicato). Così facendo, in base alle proprie necessità, effettuano le vendite straordinare quando vogliono. Presentano comunicazione al Comune (come avvene per le vendite sottocosto) che ha il compito di contrallare che non si ecedano i giorni disponibili e via… Se uno ritiene di effettarle prima del’inizio dell’estate o prima di Natale, sono “affari” suoi, l’importante che tutti possono farlo nel rispetto dei giorni disponibili.