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Ricettazione e favoreggiamento, D’Angelo e la Ferrando a giudizio: assolto lui, reato prescritto per lei

Savona. Questa mattina, in tribunale a Savona, sul banco degli imputati si sono rivisti Giancarlo D’Angelo, l’ex imprenditore cairese che è accusato del delitto di Alberto Genta, il faccendiere di Altare scomparso tra il 7 e l’8 maggio del 2003, e la sua compagna Ivonne Ferrando. I due erano stati rinviati a giudizio per una storia di ricettazione di un assegno. Secondo l’accusa nel dicembre 2000 D’Angelo aveva cercato di incassare un assegno che risultò poi essere stato rubato.

La Ferrando raccontò che l’assegno le era stato consegnato da una persona che, dopo una serie di accertamenti, risultò essere deceduta. Ragione per la quale fu denunciata per favoreggiamento. Il processo si è chiuso con una sentenza di non luogo a procedere per lei (il reato era prescritto) e di assoluzione per D’Angelo (non c’era la certezza infatti che lui potesse sapere che l’assegno era rubato).

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