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Regione, fondo non autosufficienza: stanziati 16 milioni di euro

Regione. “Abbiamo avuto un momento di grave difficoltà nell’apprendere che il Governo non aveva accettato l’emendamento al decreto mille proroghe finalizzato a ripristinare il fondo per la non autosufficienza. Nonostante ciò abbiamo deciso di capire cosa potevamo fare con le nostre forze. Ci siamo confrontati con i Comuni, le ASL, le organizzazioni sindacali, la Consulta dell’handicap e maturato una proposta che ci impegna con una spesa superiore a quella dello scorso anno, pari a 16,6 milioni di euro, per rimodulare il servizio e evitare tagli drastici”. Lo ha detto quest’oggi l’assessore regionale alle politiche sociali, Lorena Rambaudi spiegando insieme al presidente della Regione Liguria, Claudio Burlando le nuove regole per l’accesso al fondo della non autosufficienza approvato oggi in Giunta che entreranno in vigore dal 1 marzo. In base alla proposta della Giunta regionale è prevista l’erogazione del fondo a coloro che hanno un reddito ISEE fino a 10.000 euro che riceveranno un importo mensile di 350 euro. Le persone che riceveranno il fondo dovranno comunque avere l’indennità di accompagnamento, non usufruire dei centri diurni totalmente a carico del servizio pubblico e non essere inserite in strutture residenziali, ma vivere a domicilio. I criteri individuati saranno applicati anche alle persone già destinatarie della misura.

“Abbiamo compiuto una scelta molto dolorosa – ha spiegato il presidente Burlando – escludendo una parte di coloro che fino all’anno scorso usufruivano del fondo, ma se il Governo cambiasse idee noi ci adegueremo e saremo pronti a ripristinare l’intero finanziamento. Il nostro obiettivo è stato quello di proseguire con l’esperienza del fondo per la non autosufficienza, nonostante i tagli del Governo, in quanto siamo stati la prima regione in Italia a istituirlo. Il rischio a questo punto è che aumenti la corsa impropria verso i ricoveri ospedalieri e le residenze, con il conseguente aumento dei costi”.

“La scelta – spiega l’assessore Rambaudi – è stata quella di tutelare le persone più fragili che, oltre ad avere una condizione di non autosufficienza hanno anche redditi molto bassi”. “La cifra stanziata dalla Giunta – continua Rambaudi – è superiore rispetto a quella dell’anno scorso con una grande sforzo, oltre 16 milioni di euro rispetto ai 10 del 2010, che non sono sufficienti però a compensare il taglio dello stato di 14 milioni di euro che facevano salire l’ammontare del fondo a 24 milioni di euro”.

La stima fatta dalla Regione del numero di beneficiari del fondo per la non autosufficienza con ISEE uguale o inferiore a 10.000 ammonta 3.500 persone per una spesa mensile di 1,22 milioni di euro, pari a 16,6 milioni all’anno. 

“Così facendo – continua Rambaudi – abbiamo scelto di privilegiare la fascia più fragile, quindi le persone non autosufficienti che hanno un reddito basso, in conformità con quanto accade anche in altre regioni”. 
Ammontano a 6.626 i beneficiari del fondo regionale della non autosufficienza al 31 dicembre 2010, di cui il 75% (4.937) anziani e il 25% (1.689) disabili. Sul totale dei beneficiari circa il 35% vivono soli, l’85% usufruisce dell’aiuto quotidiano di un familiare, il 13% dell’aiuto saltuario, mentre il 2% non ha nessuna assistenza da parte dei familiari. Inoltre il 43% riceva assistenza da una badante e il 24% usufruisce anche di assistenza diurna da parte del servizio sanitario regionale.

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