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Regione, Cisl e Uil: “Tagliato assegno regionale a 3200 anziani e disabili”

Liguria. Le organizzazioni sindacali confederali e dei pensionati Cisl e Uil valutano negativamente la decisione assunta dalla Giunta Regionale, che riduce l’accesso al Fondo per la non autosufficienza a 3.500 anziani e disabili liguri rispetto agli attuali 6.700 assistiti in base al solo criterio reddituale (ISEE fino a 10 mila euro).

“Si afferma, ancora una volta, che il welfare locale è rivolto quasi esclusivamente alle situazioni di emergenza sociale ed economica negando completamente il principio di universalità ed equità – spiegano Cisl e Uil – sebben consapevoli delle ripercussioni dell’azzeramento della quota del fondo nazionale operato dall’ultima finanziaria, abbiamo proposto una fase transitoria di gestione del fondo regionale per tutto il 2011, che riguardasse 6.300 persone, anziché 3.500, con l’esclusione delle sole situazioni reddituali con ISEE superiore ai 20 mila euro, per continuare a garantire il mantenimento a domicilio delle persone non autosufficienti, rimodulando proporzionalmente gli assegni corrisposti”.

Nel contempo, secondo i sindacati, si doveva sviluppare un confronto che riguardasse l’insieme delle politiche sociali regionali relative alla disabilità e alla non autosufficienza (riabilitazione, domiciliarità, residenzialità extra-ospedaliera, centri diurni, attività distrettuali, continuità assistenziale) e la quantificazione delle risorse effettivamente disponibili. Solo in presenza di un quadro d’insieme così definito è possibile mettere in sinergia gli interventi previsti dal fondo per la non autosufficienza e affrontare la revisione dei criteri di accesso al fondo.

“La Giunta Regionale sta così chiudendo, in sostanza, tutti gli spazi di confronto con le parti sociali (Fondo Regionale non Autosufficienza, istituzione nuovo IRCSS, accorpamento Voltri-Evangelico, contrattazione decentrata, rete distrettuale ) arroccandosi in una posizione di intransigente autoreferenzialità – continuano – L’andamento delle relazioni sindacali sta dimostrando che il costante richiamo della Giunta Regionale ai tagli, innegabili, di risorse operate dal governo, viene usato, ormai, strumentalmente da un lato per nascondere la responsabilità per la mancata realizzazione, nonostante i ripetuti annunci, delle riforme strutturali, (rete ospedaliera, rete territoriale dei servizi), i cui nodi stanno fatalmente venendo al pettine; dall’altro per ridurre il confronto con le parti sociali a momenti burocratico-istituzionali (audizioni, tavoli di confronto finti) chiudendo ad ogni possibile contributo. Prendono atto delle decisioni della Giunta, assumeranno tutte le iniziative atte a garantire ai lavoratori e pensionati il diritto a salvaguardare in modo partecipato e responsabile il welfare regionale”.

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