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Articolo n° 137730 del 11/02/2011 - 18:09

Paziente morì dopo l’inserimento di un catetere, processo va avanti: nominati periti

Savona - Tribunale

Savona. Una nuova udienza del processo che vede imputati, per omicidio colposo, tre medici del reparto di Nefrologia del San Paolo è stata celebrata, questa mattina, in Tribunale a Savona. Secondo il quadro accusatorio, nell’aprile del 2005, i dottori, Pietro Marco Caviglia, 57 anni, e Angelito Tirotta, di 45, avrebbero provocato, inserendo un catetere peritoneale in un paziente da sottoporre a dialisi, una perforazione del lume intestinale. Il risultato sarebbe stata una lesione che non venne poi diagnosticata fino al 10 maggio 2005.

Proprio per la mancata diagnosi venne imputata anche la dottoressa Maria Grazia Nasini, 55 anni, la responsabile della sezione degenza. Nel frattempo il paziente, Italo Nota, 75 anni, aveva subito alcune emorragie intestinali in seguito alle quali il 28 maggio venne trasferito al San Martino di Genova in gravi condizioni. Per tentare di salvarlo i sanitari lo sottoposero ad un intervento chirurgico il 31 maggio, ma ormai le sue condizioni erano troppo gravi. Nota si spense il 4 luglio del 2005.

Nel corso dell’udienza di oggi è stato nominato un “pool” di super periti, che faranno da consulenti, e presenterà delle relazioni per conto delle varie parti (accusa, difesa, parte civile). Tra i nomi figurano anche personaggi illustri quali il dottor Gianfranco Tajana (per Caviglia), il nefrologo Rombolà (per Tirotta), il dottor Ventura (per la parte civile), il prof. Malcontenti (per il pm), e il dottor Marcello Canale (per Nasini). La prossima udienza del processo verrà celebrata il prossimo primo luglio.

Nelle scorse udienze i legali della difesa hanno già anticipato quella che è la loro linea difensiva: quella del catetere peritoneale era la scelta valutata come meno invasiva. Inoltre le radiografie eseguite dopo il posizionamento del catetere non avrebbero mostrato nessuna perforazione nell’intestino. Per la difesa quindi la lesione che si rivelò fatale per Nota potrebbe non essere stata immediata, ma provocata dal decubito della punta del catetere sulla mucosa di un diverticolo, peraltro non evidenziato al momento della prima operazione.

Olivia Stevanin

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