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Omicidio Centa: Garcia condannato a 6 anni e 6 mesi, Pederiva rinviato giudizio

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Albenga. Luis Miguel Redondo Garcia è stato condannato a 6 anni e 6 mesi di reclusione, al termine del rito abbreviato, per l’omicidio del marocchino Hassan Oayane alla foce del fiume Centa ad Albenga. Il pm Ubaldo Pelosi per lui aveva chiesto una condanna a 9 anni e 10 mesi. Allo spagnolo, alla sbarra insieme all’italo cileno Christian Libero Pederiva, è stata riconosciuta l’attenuante per il suo ruolo defilato rispetto all’esecutore materiale del delitto (articolo 116 del codice penale), identificato in Pederiva, oltre alla riduzione di pena per il rito abbreviato e per le attenuanti generiche.

Pederiva invece dovrà comparire in corte d’assise il prossimo 7 aprile. Il giudice Emilio Fois, infatti, lo ha rinviato a giudizio con l’ipotesi di omicidio volontario. Il difensore dell’italo-cileno, l’avvocato Giuseppe Ravinale, aveva chiesto un giudizio abbreviato condizionato (affinché l’ex compagna dell’uomo fosse riascoltata e fossero riesaminati i tabulati telefonici), ma il giudice del tribunale savonese ha controproposto un giudizio abbreviato “secco”. Una soluzione che il legale non riteneva soddisfacente per il suo assistito che, di conseguenza, è stato rinviato a giudizio.

La vittima era stata assassinata a marzo dello scorso anno con quattro fendenti, di cui uno mortale, inflitti rispettivamente al viso, all’addome e al torace. Secondo le ricostruzioni degli inquirenti, Hassan Oayane era stato ucciso in seguito ad una lite scoppiata per una ragazza, l’allora compagna di Pederiva, che sarebbe stata oggetto di avances da parte del marocchino.

Secondo la versione data dallo spagnolo dopo l’arresto, la sera del delitto, alla foce del Centa si trovavano lui, Pederiva e la sua compagna, una ragazza albenganese, per fare un barbecue insieme. Solo in un secondo momento sarebbe arrivato Hassan Oayane che si è aggiunto a loro. Garcia ha anche precisato che non conosceva il marocchino. La lite sarebbe scoppiata perché Oayane ha iniziato ad importunare pesantemente la compagna di Pederiva.

A quel punto, complice anche l’alcol, tra i due sono volate parole grosse che sono poi degenerate in spintoni, calci e pugni. Poi Oayane avrebbe estratto un coltello, imitato da Pederiva. E’ a questo punto che Luis Miguel Garcia sarebbe intervenuto solo per tentare di dividerli, ma la vittima e Pederiva, più grossi di lui, l’avrebbero spinto via e allontanato. Nel frattempo, sempre secondo il racconto dello spagnolo, la ragazza sarebbe fuggita via.

Luis Garcia ha spiegato che Oayane e Pederiva si sono colpiti a vicenda, ferendosi reciprocamente, ma che quando lui e l’italo-cileno si sono allontanati il marocchino era vivo. Secondo lo spagnolo, che ha poi accompagnato Pederiva al pronto soccorso per essere medicato, anche Oayane, mentre loro si allontanavano dall’area pic-nic, stava scappando a piedi.

Lo spagnolo si è quindi dichiarato estraneo all’accoltellamento. Pederiva, difeso dall’avvocato Giuseppe Ravinale, invece avrebbe ammesso che c’è stata una colluttazione ma anche lui avrebbe sostenuto che il marocchino era vivo quando si sono allontanati dalla foce del Centa.

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