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Nassiriya, assolto in Spagna il gruppo che reclutò kamikaze

Finale L. La corte suprema di Madrid ha assolto per mancanza di prove cinque islamisti arrestati a Barcellona nel 2006 e accusati di reclutare kamikaze da inviare in Iraq a commettere attentati, tra cui il giovane algerino che si fece esplodere nella caserma dei carabinieri a Nassiriya nel novembre del 2003, strage nella quale perse la vita anche il maresciallo capo dei carabinieri, residente a Finale Ligure, Daniele Ghione.

L’Audiencia Nacional spagnola aveva condannato in primo grado Omar Nachka a 9 anni di carcere, Mohamed Mrabet Fashi a 7, Saffet Karakoc a 8, Djmel Dahmani e Redouan Ayach a 5 per integrazione e collaborazione con organizzazione terrorista. Mrabat era titolare di una macelleria Vilanova i Gertrud (Barcellona) e impiegava come garzone il giovane algerino suicida a Nassirya. Questi, prima di lasciare la Spagna, abbandonò tutti i suoi oggetti personali e i documenti in casa di Mrabet. Secondo la Audiencia il leader del gruppo, Omar Nachka, avrebbe invece aiutato la fuga dalla Spagna di uno degli autori materiali degli attentati alle stazioni di Madrid dell’11 marzo 2004, Mohamed Belhadj, fornendogli un passaporto e 700 euro in contanti. La Corte suprema sentita da Europa Press ha confermato l’assoluzione dei cinque islamisti, precisando che la sentenza non è stata ancora redatta.

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