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Modifica piano casa, Melgrati (Pdl): “In consiglio regionale daremo battaglia”

 
Regione. Approvato ieri dopo un estenuante giornata in VI Commissione la  Proposta di Legge di modifica della legge regionale n. 49 del 2009  detta “Piano Casa” . Il testo accolto, che comunque vede fortemente critici i consiglieri regionali del Pdl per un opportunità che si poteva cogliere di rilanciare il settore dell’edilizia in Liguria e che invece ha prodotto un risultato scadente, per certi versi peggiore del precedente. “Domani in Consiglio Regionale ci batteremo come leoni per ulteriormente emendare e migliorare la legge; in particolare ci impegneremo perché venga riconosciuta dalla Maggioranza la necessità di inserire le attività produttive e soprattutto gli alberghi nella possibilità di ampliamento”.

“Tra le questioni “scottanti”– precisa Marco Melgrati, Vice Presidente della VI Commissione –vi è, in particolare, il caso della demolizione e ricostruzione su altro sedime”. “La legge attualmente in vigore – spiega Vice Presidente della VI Commissione – prevedeva la possibilità del cambio di destinazione d’uso con ampliamento del 35%; il compromesso a cui è giunta la Maggioranza, se pure migliorativo rispetto alla proposta presentata in precedenza, prevede sì la possibilità di costruzione e ricostruzione su altro sedime con il cambio di destinazione d’uso, ma solo se il lotto su cui si va a ricostruire è già “edificabile” con le altezze previste dal Piano Regolatore per gli edifici circostanti e con la penalizzazione del 20% di edilizia convenzionata o la monetizzazione della stessa percentuale per Erp”.

“Premesso che saremmo d’accordo rispetto alla realizzazione di una percentuale di edilizia convenzionata – continua il consigliere regionale del Pdl – che potrebbe favorire l’acquisizione di abitazioni per giovani coppie  o comunque residenti, sarebbe stato più logico mantenere il premio volumetrico a fronte della destinazione del 20% in edilizia convenzionata”.

“Questa modifica – aggiunge Melgrati – che comunque è migliorativa rispetto a quella presentata in precedenza dalla Maggioranza, deriva da una levata di scudi mia e del Gruppo consigliare del Pdl che ha portato la Sinistra a modificare il proprio atteggiamento”.

“Anche la possibilità di inserimento di immobili condonati, per la quale apprezziamo lo sforzo della Maggioranza, possiede un meccanismo di premialità che è penalizzante per questi immobili. Non si può considerare chi ha denunciato un condono, pagato gli oneri e legittimato con una legge dello Stato il proprio fabbricato alla stregua di un delinquente”. Altra modifica importante ottenuta dal Gruppo del Pdl è stata l’aumento del limite per l’ampliamento delle case esistenti da 1000 a 1500 metri cubi senza ulteriore premio volumetrico da 1000 a 1500 “questo permette  – dice Melgrati – ai fabbricati borderline in termini di volume di aderire all’ampliamento in particolare per le case a schiera”.

Un ulteriore miglioramento della proposta di variante alla legge è stato l’abolizione del limite di 2000 metri cubi per la costruzione e ricostruzione per gli edifici di civile abitazione, mantenendo però il limite massimo di incremento di 700 metri cubi dopo i primi 2000“ anche in questo caso – ci tiene a rimarcare l’esponente del Pdl – la discussione in Maggioranza e la forte presa di posizione del Pdl ha portato ad un miglioramento della proposta di legge”.

Altro miglioramento in seguito a richiesta del Pdl è stato la definizione di sito per la demolizione e ricostruzione portata da 5 a 25 metri “ anche se – spiega Melgrati – il nostro Gruppo ha insistito ed insisterà in Consiglio per estendere questa possibilità all’intero lotto di proprietà”.  E’ stato approvata anche all’unanimità la norma transitoria che consente all’ istanze presentate alla data di entrata in vigore della legge di essere  licenziate ai sensi della legge in vigore attualmente. Un ulteriore 5% di ampliamento è stato concesso, nella proposta di legge, su emendamento del Pdl, per edifici che installano impianti fotovoltaici di almeno 1 KW “questo nella ricerca e nella necessità dell’utilizzo delle fonti rinnovabili”.

“Ovviamente non possiamo essere soddisfatti di questa legge, ma il lavoro svolto in commissione ha permesso di non peggiorare ulteriormente una proposta di legge che nei fatti sembra ed è più negativa di quella in vigore. Quando un provvedimento viene da una mediazione tra una legge già sbagliata ed inefficace e l’impostazione ideologica radicale dell’ultrasinistra, con il Presidente Burlando che non può permettersi di rompere con questi, nascono leggi “zoppe” che non producono gli effetti sperati ed invocati a gran voce da tutti gli operatori di settore in un momento di grandissima crisi”, conclude Marco Melgrati.

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