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Mobilitazione per la dignità della donna: lettera aperta della Cisl

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Liguria. Nel giorno della manifestazione nazionale “Se non ora quando…” con migliaia in piazza, con iniziative anche a Savona e Genova, le donne della Cisl hanno inviato una lettera aperta, con al centro propria il ruolo nella società della figura femminile.

“Assistiamo da tempo ad una rappresentazione distorta e manipolata dall’intero sistema mediatico. Questo atteggiamento discriminatorio nei confronti delle donne ha radici antiche ma mai, proprio mai, si era raggiunto un livello così basso, volgare e distorto come quello registrato nelle ultime settimane”.

“Non c’è televisione o testata giornalistica che ci risparmi lo stillicidio quotidiano di dettagli di vicende, tutte da verificare, che vedono protagoniste donne italiane e straniere, sempre più giovani, alle quali viene riservata una inaccettabile funzione di “oggetti” di una sorta di supermarket del desiderio”.

“L’universo femminile è una realtà articolata e dinamica, costituita da milioni di lavoratrici, pensionate, casalinghe, operaie, impiegate e dirigenti che, ogni giorno, si “barcamenano” tra lavoro e affetti. Il modello femminile prevalente non rappresentato e silenzioso, è quello che vede queste donne fare i conti con il lavoro dentro e fuori casa, con una organizzazione dei tempi di vita e di lavoro sbilanciato e che riversa su di loro, tutto il peso delle responsabilità, della cura dei familiari e della casa”.

“La fotografia rappresentativa dell’universo femminile di oggi, è quella che vede un numero elevato di donne, che sfiora i 10 milioni – soprattutto giovani e del sud – che non ha un lavoro e neppure lo cerca. Siamo inoltre, lontani dagli obiettivi di Lisbona sia sul fronte dell’occupazione femminile, sia su quello dei servizi alla famiglia e, questi ritardi allarmanti, si ripercuotono proprio sulle donne in termini di tempi di ingresso nel mercato del lavoro, in termini di reddito individuale e familiare e quindi anche nel futuro pensionistico”.

Come donne della Cisl “chiediamo che l’accanimento con cui certe vicende sono raccontate, ceda il posto all’informazione puntuale e precisa sui fatti che toccano da vicino la vita delle famiglie, degli uomini e delle donne di questo Paese. Bisogna lavorare tutti insieme per rendere meno costoso conciliare famiglia e lavoro, ma anche per trasformare il posto di lavoro in un luogo dove i talenti degli individui al di là del genere, siano valorizzati, in una dimensione armonica tra vita professionale e vita familiare”.

Dobbiamo impegnarci affinché si affermi la cultura della meritocrazia superando i limiti e i retaggi culturali ancora presenti, perché non aiutano al rispetto del principio delle pari opportunità e delle non discriminazioni di genere. Ben vengano quindi strumenti normativi che agevolino la presenza delle donne nei Consigli di Amministrazione, capaci di accompagnarsi ad altre misure di sostegno per la valorizzazione del talento e della crescita professionale riequilibrando le dinamiche di potere della società”.

“Siamo convinti che per “fare ripartire il Paese” sia indispensabile creare un clima di ottimismo, di speranza e di valorizzazione del potenziale femminile, obiettivi rispetto ai quali le donne della Cisl vogliono dare un contributo costruttivo di idee, di professionalità e di impegno. A riguardo è emblematico quanto affermato dal Commissario UE al lavoro per il quale “il riscatto delle donne nella società europea non è solo una questione etica, ma anche e soprattutto pragmatica, perché le donne sono forza- lavoro indispensabile nel mondo della competitività globale e della crisi del welfare”.

“Come donne della Cisl crediamo che le donne meritino, dunque, di più e ci appelliamo a tutti i mass media, affinché, pur nel doveroso esercizio del diritto di cronaca, siano rispettosi dell’immagine della donna e si impegnino a fornire una rappresentazione più sobria del ruolo femminile nella società odierna e riguardosa dell’integrità e della dignità delle persone”. Come ha sottolineato il cardinale di Milano Dionigi Tettamanzi: “l’Italia oggi è malata come ai tempi della grande peste. L’immoralità si sta diffondendo in tutti gli strati della nostra società”.

“Ecco perché, come Donne della Cisl ci appelliamo, alla società civile, alle Istituzioni che devono essere di esempio d’integrità morale in tutte le sue espressioni e le articolazioni, e alle Parti sociali affinché, ognuno per quanto di sua competenza, si impegni responsabilmente a creare condizioni a garanzia del principio di pari opportunità e a rimuovere ogni forma di discriminazione per favorire una società più equa per tutti”.

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