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Melgrati: “Amareggiato per “l’accanimento terapeutico” della magistratura di Savona”

Regione. “Sono amareggiato e deluso, avevo accolto serenamente, vista la mia piena fiducia nella magistratura giudicante, la sentenza del tribunale di Savona di piena assoluzione, perché sapevo in coscienza che da parte mia non c’era stato il dolo nei miei comportamenti, ma solo una dimenticanza e un errore materiale, e sono pronto a giurarlo su quanto ho di più caro, cioè sui miei figli. Peraltro era stata rilasciata l’autorizzazione ambientale in sanatoria perché l’intervento (lo spostamento di 30 cm. in avanti di tre abbaini) non costituiva aumento di superficie e di volume. Dispiace inoltre il coinvolgimento del mio cliente anche nell’appello, che nulla poteva saper e che non aveva alcuna colpa nel mio errore materiale, come ho già ampiamente dichiarato durante l’udienza”. A dirlo è il consigliere regionale Marco Melgrati in merito alla vicenda in cui era rimasto coinvolto dopo la denuncia scattata per l’attività professionale svolta da Melgrati in qualità di architetto, con una comunicazioe errata fornita in merito ad una variante del progetto di recupero di un sottotetto sottoposto a vincolo in via Napoleone.

“Il 23 novembre scorso venivo assolto, perché il fatto non costituisce reato, dall’accusa di falso per un palese errore materiale, ampiamente documentato. Errore materiale che, se commesso da un qualunque professionista, sarebbe passato inosservato alla magistratura savonese, ma io ero il Sindaco di Alassio del Pdl e quindi bisognava puntare l’indice! Questo “fumus persecuzionis” e ”accanimento terapeutico” nei miei confronti è veramente incredibile; ancora più grave è sostenere che la sentenza del Giudice monocratico del Tribunale di Savona sia “profondamente errata, smentita dalle risultanze processuali”, come riportato nelle motivazioni di appello alla sentenza. Il fatto poi che si critichi la sentenza, perché la motivazione  “consta meno di una pagina ed è pure sorprendentemente carente” lascia allibiti; quanto bisogna scrivere in una sentenza per capire che non c’è il dolo in un atto per soddisfare la Procura di Savona? O forse, nemmeno un trattato di mille pagine sul dolo sarebbe bastato a soddisfare il giustizialismo della Procura” prosegue Melgrati.

“La cosa che dispiace di più di un cittadino che si sottopone al giudizio della legge è questo conflitto tra magistratura inquirente e giudicant e peccato che la legge, voluta dal Pdl,  che impediva l’appello se la sentenza di primo grado era favorevole, cioè terminava con l’assoluzione, sia stata giudicata non legittima. Per non parlare della richiesta di rinvio a giudizio per la vicenda del Grand Hotel, perlomeno fantasiosa, per concorso morale in abuso edilizio. Voglio ricordare che per il Grand Hotel è stato rilasciato il Permesso a costruire in sanatoria, e che quindi il reato penale per chi ha fatto i lavori, non certo per me,  è derubricato in sanzione amministrativa…ma per me l’importante è che il Grand Hotel, dopo 40 anni di abbandono, sia aperto e funzionante, e ci vedremo in tribunale il 30 marzo pel l’udienza preliminare per il concorso morale in abuso edilizio” conclude il consigliere regionale.

Commenti

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  1. Scritto da Biagio MURGIA

    Caro Marco, se ti può consolare, o amareggiarti ancora di più, secondo il caso, sei in buona compagnia; pensa che 5 maestre e un prete di Brescia, accusati di molestie sessuali a dei bambini dell’asilo, HANNO DOVUTO ASPETTARE LA CASSAZIONE PER VEDERSI RICONOSCERE INNOCENTI NONOSTANTE CHE NEI PRECEDENTI GIUDIZI ERANO SEMPRE STATI ASSOLTI CON FORMULA PIENA, ma i “bravi” magistrati che conducevano le indagini, HANNO SEMPRE FATTO RICORSO ALL’ASSOLUZIONE FINO ALLA CASSAZIONE, che dopo 7 anni metteva la parola FINE definitivamente, altrimenti questi magistrati avrebbero fatto ricorso persino a DIO se era in loro potere di farlo……E le spese dei giudizi CHI LE PAGA???????