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Liguria, RIIR 2010: il punto dell’innovazione nell’Italia delle Regioni

Liguria. A che punto siamo con l’innovazione? Una fotografia completa sullo stato dell’arte nel nostro Paese è offerta dal “RIIR 2010, primo Rapporto sull’Innovazione nell’Italia delle Regioni”, promosso dal CISIS (Centro Interregionale per i Sistemi Informatici, Geografici e Statistici) e da FORUM PA. Lo studio è stato presentato oggi a Genova e, attraverso l’analisi di circa 100 indicatori restituisce l’immagine di un’Italia “in bianco e nero”, con alcune regioni in ritardo su molti aspetti della società dell’informazione e altre in posizione di eccellenza.

Il Rapporto contiene quasi 100 tra grafici e tabelle e 21 schede regionali di dettaglio e sintesi sui singoli territori. Non si tratta di classifiche fini a se stesse, ma di informazioni necessarie per ridefinire le politiche e non perdere “l’ultimo treno”, quello dell’innovazione come leva per la competitività.

Di fronte ai tanti chiaro-scuri che emergono dal Rapporto, si conferma l’impegno delle Regioni a mettere in campo risorse e competenze per superare i gap e fare sistema tra i territori. Le regioni italiane, infatti, sono attori fondamentali delle politiche per l’innovazione e la società dell’informazione, basti pensare all’ammontare delle risorse investite (oltre 4,5 miliardi di euro impegnati nel periodo 2007-2013) e all’importanza della cooperazione interregionale per realizzare un federalismo sostenibile ed efficiente.

Come ha sottolineato Gianni Dominici, Direttore generale di FORUM PA: “Il Rapporto conferma che l’Italia ha accumulato un grave ritardo strutturale nel campo dell’innovazione, ma mette anche in evidenza che nel nostro Paese non tutto è bloccato e che sono le regioni ad avere un ruolo attivo in queste politiche. Le iniziative sulla banda larga e quelle di e-government, per esempio, dimostrano come in Italia la vitalità provenga soprattutto dal basso. E per valorizzare queste energie vitali è necessario fare rete, un fattore irrinunciabile che FORUM PA sostiene con forza già da molti anni.”

Sergio Rossetti – Coordinatore Vicario della Seconda Commissione Conferenza delle Regioni e Assessore alle Finanze, Formazione, Università della Regione Liguria –  in occasione della presentazione del Rapporto ha ricordato: “Il fatto di costruire un sistema sempre più informatico e digitale non vuol dire solo perseguire un percorso di semplificazione, ma significa sostenere la nervatura dello sviluppo economico dell’intero paese. Le Regioni hanno un ruolo fondamentale, perché qui è maturato l’approccio sistemico con priorità e obiettivi convergenti”.

Il Rapporto completo è on line su www.riir.it, sito realizzato da CISIS e FORUM PA per garantire una consultazione sempre aggiornata degli indicatori più significativi presi in esame nel rapporto. L’utente, inoltre, può analizzare i dati disponibili in serie storica, scegliere lui stesso i territori e i fenomeni da confrontare e vedere immediatamente rappresentate le differenze territoriali e i trend evolutivi di proprio interesse.
Ecco qualche anticipazione che aiuta a capire quanta strada l’Italia debba ancora fare per raggiungere gli obiettivi base fissati dall’Agenda digitale : garantire la copertura in banda larga al 100% della popolazione entro il 2013 e portare la banda ultra larga al 50% delle famiglie entro il 2020; arrivare a un 75% di persone che utilizzano regolarmente internet e a un 50% di persone che ricorrono ai servizi on line; iniziare all’e-commerce almeno il 33% delle imprese e il 50% dei cittadini.

Il Rapporto RIIR ci dice che, per raggiungere questi obiettivi, è necessario accelerare in tutto il Paese le politiche per la società dell’informazione, seppure con differenze sostanziali tra le diverse regioni . Per quanto riguarda, ad esempio, la copertura del territorio in larga banda, si va da Regioni con una copertura relativamente buona (il Lazio con più del 75% delle linee, la Campania con il 72%, la Liguria con il 69,5%, la Lombardia con il 63%, la Sicilia e la Puglia con circa il 62%, l’Emilia Romagna con quasi il 61%) a Regioni in cui, invece, il digital divide infrastrutturale è ancora molto forte (la Valle d’Aosta con una copertura in banda larga del 43% e, fanalini di coda, il Molise con il 39%, la Calabria con il 36%, e la Basilicata con appena il 34%).

Anche la diffusione di internet nella società è molto diversa da regione a regione, come emerge dall’elaborazione dei dati ISTAT relativi alla dotazione tecnologica delle famiglie per l’accesso alla società dell’informazione (disponibilità di personal computer, connessione a internet da casa e, in particolare, connessione larga banda).  Lazio, Lombardia e Provincia Autonoma di Trento sono, nel 2010, le regioni più “avanzate” sotto questo aspetto, tutte ben al di sopra della media nazionale. In particolare il Lazio è la regione in cui si registra la più elevata penetrazione di internet e PC tra le famiglie, mentre la Provincia Autonoma di Trento è la regione con la più alta penetrazione della larga banda. L’Umbria ha tutti valori sostanzialmente in linea con quelli nazionali, mentre sono leggermente sotto la media il Piemonte, la Valle d’Aosta (che ha un differenziale negativo in particolare per l’accesso a internet) e la Liguria.  Marcato, invece, il divario delle regioni del mezzogiorno, dove spicca in positivo la sola Sardegna, l’unica a posizionarsi sopra la media nazionale. Calabria, Puglia, Basilicata, Sicilia e Molise sono nettamente al di sotto rispetto a tutti gli indicatori considerati.  Da notare tuttavia, come nota di ottimismo finale, che la Calabria nell’ultimo anno ha compiuto molti passi avanti:  +10% rispetto alla dotazione di PC, +20% nei collegamenti a Internet e +60% nella banda larga. Pur lontana dalla media italiana, anche in questa regione la società dell’informazione comincia ad affermarsi.

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