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Lanciò razzi per festeggiare Capodanno e provocò incendio: nuova udienza del processo

Savona. Questa mattina, in Tribunale a Savona, si è celebrata una nuova udienza del processo che vede imputato per incendio doloso un 35enne di Quiliano, A.C., che sarebbe il responsabile dell’incendio che, nei festeggiamenti del Capodanno 2007, divampò sulle colline quilianesi e vadesi. In quel terribile rogò, che divorò 281 ettari di bosco, perse anche la vita una donna di 78 anni, Olga Rocca, che abitava in via Termi (località Cà du Gumbu).

Stamattina in aula sono stati sentiti alcuni testimoni che stavano festeggiando l’arrivo del nuovo anno in alcune case vicine a quella da dove, secondo l’accusa, l’imputato sparò i petard che fecero divampare l’incendio. I teste hanno confermato che dal balcone della casa nella quale si trovava il 35enne furono sparati dei razzi ma non hanno saputo dire se sul terrazzo ci fosse o meno lui.

Secondo quanto ricostruito, quella sera, l’anziana, probabilmente con l’intento di spegnere le fiamme che minacciavano la sua casa, era uscita e si era allontanata nel bosco finendo per restare intrappolata dal fumo e dalle fiamme. Dalla ricostruzione degli investigatori che avevano cercato di fare luce sulle origini del rogo, durante la notte di San Silvestro, l’imputato avrebbe lanciato alcuni razzi per festeggiare e le scintille del materiale pirotecnico avrebbero innescato l’incendio.

I carabinieri savonesi avevano poi ritrovato i resti di alcuni “botti” ed eseguito una perquisizione domiciliare che avrebbe dimostrato che petardi e razzi erano esplosi dal balcone dell’abitazione del 35enne. Nelle scorse udienze uno dei testimoni aveva confermato che sul balcone della casa dell’imputato era stato rinvenuto un tubo di metallo adagiato su un basamento di cemento che sarebbe la “rampa” usata per lanciare i razzi che avrebbero poi innescato l’incendio.

Un altro testimone invece aveva spiegato che, secondo quanto rilevato dalla Forestale, sulle colline quilianesi e vadesi non c’erano stati più incendi nei giorni successivi a Capodanno. Il rogo nel quale è morta Olga Rocca sarebbe quindi lo stesso che era partito a causa dei razzi e che era stato dichiarato spento dai vigili del fuoco il 4 gennaio. Il giudice, al termine delle audizioni, ha rinviato il processo, nel quale come parte civile si è costituito il WWF, al prossimo 26 aprile. Nell’udienza saranno sentiti altri tre testimoni.

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