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Kubica rompe il silenzio: “Non ricordo l’incidente. Tornerò più forte di prima”

Pietra L. “Voglio tornare più forte di prima”. Robert Kubica ha rotto il silenzio e, dalla sua camera dell’ospedale Santa Corona, attraverso un’intervista esclusiva sulle pagine de “La Gazzetta dello Sport”, dimostra di essere già tornato, almeno con la mente, in pista. A meno di una settimana dal terribile schianto nel Ronde di Andora il pilota polacco ha voluto raccontare a taccuini aperti il particolare momento che sta vivendo.

“Mi spiace per quello che è successo. Non doveva. Non so neanche che cosa sia capitato, dell’incidente non ricordo nulla. Mi sono ritrovato in ospedale e mi ha spiegato tutto il mio manager Daniele Morelli” si confida Robert. Uno dei primi pensieri Kubica lo ha per i suoi genitori, per la mamma in particolare, si dice molto dispiaciuto di averli fatti preoccupare: “Uno fa questo mestiere e non pensa mai alle conseguenze, alla gente che hai vicino e che sta male”.

Leggendo le sue parole siu capisce che la priorità di Robert Kubica è una: recuperare in fretta e tornare in pista prima possibile: “Penso all’inizio della preparazione. Ho in mente solo quella. Dopo questi incidenti non sei più lo stesso, migliori. Mi era successo anche dopo il botto in Canada nel 2007. Quando sono rientrato ero migliore. Io dal 2007 sono più forte come guidatore, come testa. E anche stavolta sarà così, quando tornerò fisicamente a posto”.

Il pilota polacco è fiducioso, dice di sentire “bene” il braccio e di essere sollevato. Questa mattina intanto è tornato in sala operatoria: i medici del Santa Corona, guidati dal dottor Lanza, interverranno sulla spalla e sulla gamba e, probabilmente, sul gomito. Robert, dalle pagine della Gazzetta, ha speso anche qualche parola per i medici del nosocomio pietrese: “Tanti medici di altri ospedali mi hanno parlato bene del Santa Corona dove mi trovo. E’ bello questo spirito”.

Po arriva un pensiero sui rally e sul perché ha deciso di correre quello di Andora: “I Rally non sono solo una passione, sono un allenamento duro, severo. Ti aiutano nella concentrazione. Non so se tornerò a correre un rally, vedrò”. Infine un pensiero per tutti gli amici e colleghi che gli hanno fatto visita: “E’ stato bello vederli”.

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