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In pensione prima chi fa lavori usuranti: il punto della Uil Savona

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Savona. “Dopo 18 anni di attesa potrebbe essere la volta buona e chi lavora in attività usuranti acquisisca prima il diritto di andare in pensione”. A parlarne è il segretario generale della UIL di Savona Silvio Valdiserra che spiega: “Una possibilità prevista dall’ordinamento già nel 1993 (D.Lgs n°374/93) ma mai divenuta operativa a fronte di una mancata e/o adeguata copertura finanziaria. La Legge n°388/00 (finanziaria 2001) aveva introdotto una disciplina transitoria prevedendo una riduzione dei requisiti di età e di contributi per l’accesso alla pensione. Solo in un periodo antecedente l’anno 2002 diversi lavoratori (pochi per la verità) hanno potuto fruire delle norme che consentivano il pensionamento anticipato”.

“Da allora, esauriti gli effetti della disciplina transitoria ed in mancanza dei provvedimenti attuativi atti a rendere concretamente applicabile quanto previsto dal D.Lgs n°374/93, i lavoratori impiegati in mansioni usuranti non possono ottenere alcun beneficio pensionistico. Adesso sembra che qualcosa si sia mosso. Potrà andare in pensione prima chi lavora in attività usuranti: lavori in miniera, nelle cave, in galleria, nei cassoni ad aria compressa, nei cassoni, in spazi ristretti; oppure in catena di montaggio o in turni notturni. Sono queste infatti le attività considerate usuranti in uno schema di Decreto Legislativo per il pensionamento anticipato approvato dal Consiglio dei Ministri il 28 gennaio scorso” spiega il segretario della Uil.

“Appare superata una situazione di stallo concedendo ai lavoratori impegnati in attività o mansioni caratterizzate da particolare stress psico-fisico di poter accedere anticipatamente alla pensione. Per la UIL si completano, introducendo un elemento di equità, le riforme del sistema previdenziale di questi ultimi anni. Riteniamo però necessario, nel corso dell’iter parlamentare, di allargare la platea dei beneficiari favorendo l’inclusione anche di infermieri che lavorano di notte ed i lavoratori dell’edilizia che svolgono mansioni particolarmente esposte e faticose” conclude Valdiserra.

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