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Giustenice, Rozzi su Unione dei Comuni: “La politica inciderà sulle attività convenzionate”

Giustenice. “Certamente il riordino del sistema Comunità Montane era necessario in quanto ormai svuotate di risorse  e considerata la loro composizione strutturale, formata il più delle volte, da una rappresentanza politica troppo eterogenea. Adesso la musica cambia. Nel nuovo soggetto la funzione della politica, non diventa più residuale e strumentale allo stesso tempo,  ma inciderà notevolmente sulle attività convenzionate,  in quanto diverrà direttamente specchio di quanto si riuscirà a fare e come lo si riuscirà a fare, con quale risultato, e, soprattutto,  a quali costi”. Ad affermarlo è il sindaco di Giustenice Ivano Rozzi.
 
“Del resto non è sempre vero che la gestione associata porti ad una diminuzione della spesa  o ad un miglioramento del servizio, molte volte, di fronte ad una spesa equilibrata il servizio si presenta insufficiente e tale rimane in prossimità dell’aumento di spesa. Da qui l’esigenza di lavorare a 360 gradi su questioni che non possono essere dettate solo dall’alto pena il fallimento dell’obiettivo del contenimento della spesa pubblica” prosegue Rozzi.

“Inoltre , il nuovo soggetto Unione o Associazione potrà, attraverso il mantenimento di alcune funzioni di carattere istituzionale quali l’agricoltura, il vincolo idrogeologico, lo sportello unico per le attività produttive consolidare  l’autorità di competenza territoriale? Dovrà inoltre comprendere  alcune delle funzioni fondamentali che i piccoli Comuni debbono associare e sarà interessante valutare le diverse possibilità di uniformare alcuni compiti come alcune funzioni di anagrafe, buste paga, rendicontazione bollette utenze ecc, in un certo senso prossimi a quelle di un centro di elaborazione dati, per giungere alla vera e propria creazione di settori nuovi quali la delega al “ Turismo, Promozione ed Escursionismo Interno”, “ Prevenzione Incendi e Monitoraggio” ,  ed altri ancora, che possono,  in una soluzione di accordo comprensoriale con anche i Comuni costieri, sviluppare sinergie di fruizione e frequentazione dell’entroterra, quale complemento alla più generale offerta turistica”.

“Di riflesso deve però rendersi operativa la fase del controllo e deve conformarsi quella inerente gli assetti degli Enti, attraverso il completamento della riforma. Occorre comunque sempre sottolineare che comunque la spesa da contrarre  non deve ricadere sui piccoli Comuni e qualunque forzatura nei confronti di essi porta ad una contrazione dei servizi e una instabilità dell’azione amministrativa di questi ultimi che ricade negativamente sul già delicato contesto svantaggiato. Si pensi che un addetto di sportello di un piccolo Comune assolve in se le funzioni di almeno 12/15  dipendenti di un Comune  di dimensioni oltre i 5.000 abitanti. Quindi i margini per operare anche in altri contesti ci sono tutti, senza mortificare ulteriormente i piccoli Comuni” conclude Rozzi.

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