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Furto sacrilego in chiesa di Piana Crixia: assolti 2 fratelli vercellesi

Savona. Fin dal primo momento avevano sempre respinto le accuse e stamattina, in Tribunale a Savona, hanno vinto la loro “battaglia”. Dario e Daniele Gaviglio, i due fratelli di Vercelli che erano accusati di un furto sacrilego nella chiesetta di San Maurizio a Niosa, sulle alture di Piana Crixia (luglio 2006), sono infatti stati assolti perché il fatto non costituisce reato.

I due imputati, che nel Vercellese sono molto conosciuti per la loro attività nel campo delle ricerche archeologiche (sono stati protagonisti di scoperte clamorose e di ingenti donazioni di reperti agli enti pubblici), nel savonese erano invece passati per ladri ed erano stati arrestati. A fermarli erano stati i carabinieri che li avevano trovati in possesso, sistemata nella loro auto, della refurtiva.

I fratelli però avevano sempre detto di non essere i responsabili del furto: “Non abbiamo rubato nulla, anzi abbiamo recuperato noi gli oggetti abbandonati lungo la strada da ladri sacrileghi che avevano saccheggiato la chiesetta di Niosa”. Oggetti abbandonati, secondo i due Gaviglio, forse perché i ladri “temevano un posto di blocco dei carabinieri”.

Durante la loro deposizione in aula i due avevano spiegato: “Ci sono passati per le mani reperti che valevano centinaia di migliaia di euro, figuratevi se siamo venuti in Val Bormida a rubare oggetti di scarso valore che, peraltro, abbiamo cercato comunque di salvare”. Gli stessi Gaviglio avevano raccontato di aver aiutato, in varie circostanze, gli investigatori ad individuare “tombaroli” e a recuperare preziosi reperti.

Il legale dei due imputati aveva sostenuto nella sua tesi difensiva che i suoi assistiti, nel recuperare gli oggetti sacri, avevano agito nel rispetto dell’articolo 90 del Codice dei Beni culturali con l’intento di consegnarli ai carabinieri di zona. Alla fine anche il giudice, evidentemente, ha creduto alla loro “buona fede”.

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