IVG.it -  Notizie in tempo reale, news a Savona, IVG: cronaca, politica, economia, sport, cultura, spettacolo, eventi ...

Fondo non autosufficienza, Cgil: “3 mila senza assegno, Regione timida”

Regione. Non bastano i sei milioni in più, deliberati questa mattina dalla Giunta regionale per incrementare il fondo della non autosufficienza eliminato dal Governo. E’ necessaria una migliore organizzazione dei servizi. A dirlo la Cgil che in una nota sottolinea le colpe governative ma non tace su quelle che il sindacato definisce “timidezze” della Regione.

“La responsabilità del Governo nazionale è grave – è il commento di Giulia Stella, Segreteria CGIL Liguria, Angelo Fiorini, Segreteria SPI CGIL Genova e Liguria – non intendiamo rinunciare alla battaglia che non da ora la Cgil conduce contro la politica che scarica su enti locali e regioni la scelta di ridurre quantità e qualità dello stato sociale. Di fronte a tutto questo, ciò che avevamo chiesto alla Regione Liguria, e che sinora non ha avuto risposte convincenti, è stato di non subire semplicemente le decisioni negative del governo, ma di impegnarsi in un difficile, ma necessario lavoro di riorganizzazione degli strumenti e delle risorse a disposizione”.

“Difficile – spiegano ancora i due rappresentanti – perché tutti i settori dell’intervento sanitario e sociale sono colpiti da tagli, perché esistono resistenze al cambiamento, perché il sistema è ancora centrato molto sugli ospedali e sulla separazione tra attività sanitarie e attività di protezione sociale. Necessario, perché i bisogni crescono, si complicano, e l’esistente deve essere modificato; dovrebbe esserlo anche se fosse possibile recuperare risorse oggi negate, ma lo è a maggior ragione se quelle risorse sono state sensibilmente ridotte”.

“E quindi, pur tenendo conto dello stato di necessità, non condividiamo le soluzioni che la Giunta ha deciso di adottare sul fondo regionale per la non autosufficienza come limitare la corresponsione dell’assegno alle persone con Isee inferiore a 10.000 euro; questo per due ragioni – argomentano – anche i soldi che rimangono nel fondo regionale, e di cui va riconosciuto merito alla Regione, devono esser usati diversamente: finalizzati ad acquisire servizi per le persone non autosufficienti, compreso il lavoro delle badanti, e non solo per sostenere i redditi delle loro famiglie, che pure sono molto bassi. Alle oltre 3000 persone che perdono del tutto il contributo economico di 280 euro al mese deve poter essere dato un di più di servizi, di presa in carico, di punti di riferimento nella rete dei servizi, accelerando e rendendo efficace la riduzione e riorganizzazione dei servizi ospedalieri e recuperando da lì risorse di personale. Per questo – concludono Stella e Fiorini – chiediamo alla Regione che il confronto con le organizzazioni sindacali che è stato avviato, pur faticosamente, abbia questi obiettivi”.

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di IVG.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.