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Finale, medie Aycardi: tre ricorsi al Tar per ottenere il sostegno scolastico

Finale Ligure. Fabio ha 14 anni, frequenta le scuole medie Aycardi-Ghiglieri di Finale Ligure ed è affetto da una malattia rarissima, una disfunzione cerebrale che compromette l’uso del linguaggio e gli aspetti cognitivi. Ma è molto sensibile e disposto a diverse forme di apprendimento, come l’uso del computer per esempio. Soprattutto, è in grado di svolgere il percorso scolastico: a patto che sia seguito dagli insegnanti di sostegno.

I genitori del ragazzo, certi che il diritto all’istruzione sia sacrosanto anche per i meno abili, hanno condotto una battaglia legale per assicurare al figlio la permanenza a scuola nell’età dell’obbligo. A costo di mettersi contro la burocrazia didattica. Per due volte il Tar della Liguria ha accolto il ricorso della coppia contro il Ministero dell’Istruzione e l’Istituto Secondario di I grado Aycardi-Ghiglieri, e ha imposto di assegnare all’adolescente un insegnante di sostegno per 22 ore, quando invece la scuola garantiva meno della metà delle ore necessarie.

Un terzo ricorso al tribunale amministrativo regionale è ancora pendente. Fabio (nome convenzionale per tutelare il minore) è nato con un grave errore congenito del metabolismo, che gli fa mancare il giusto apporto di creatina alla zona cerebrale. “Sta attualmente affrontando anche cure sperimentali – spiega la madre – Ha bisogno dell’insegnante di sostegno per buona parte della settimana e di essere seguito in modo specializzato. Un anno dopo l’altro sono costretta a fare ricorso al Tar perché mio figlio abbia almeno 22 ore di sostegno settimanale. Al di là della trafila legale, onerosa e lunga, vorrei che mio figlio fosse maggiormente considerato dalla scuola, anche alla luce di episodi di trascuratezza che sono accaduti di recente”.

“Chiedo solo dignità e rispetto per mio figlio. Il Tar ha stabilito che ha bisogno del massimo di ore possibili di sostegno, che vanno effettuate con diligenza, sulla scorta delle diasgnosi fatte dagli specialisti in neuropsichiatria infantile” afferma la madre, concludendo: “Chiedo alla direzione didattica e ai docenti di assicurare a mio figlio l’attenzione che gli spetta. Altrimenti, a rischio di denuncia, lo tolgo dalla scuola dell’obbligo”.

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