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Enpa all’attacco: “Biodiversità del mare di Noli e Varigotti va difesa”

Savona. “E’ un vero peccato che la prestigiosa associazione Tre Terre, costituita da illustri personaggi in vacanza nella riviera savonese, per difendere la biodiversità degli ambienti marini di Noli e Varigotti, abbia cominciato dal ristorante con una manifestazione in favore del consumo di pesce sano”. Inizia così l’attacco della Protezione Animali savonese che osserva: “La biodiversità del mare di Noli e Varigotti è diventata ormai una biorarità e per difenderla non serve la tutela del pesce sano da mangiare ma mangiare meno pesce”.

“Quindi pescarne meno per lasciare che ogni specie cresca e si sviluppi ripopolando il mare; sarebbe quindi più giusto, e più coraggioso, che gli illustri turisti di Varigotti, oltre a rinunciare a qualche portata di pescato al ristorante, chiedessero, assieme all’Enpa, l’ampliamento dell’area marina protetta di Bergeggi e di tutti i Sic marini della provincia, il divieto di pesca lungo la fascia costiera, una più rigorosa legge sulla pesca professionale ed una consistente riduzione della pesca sportiva” proseguono dall’associazione animalista di Savona.

“Il mar Ligure – ricordano dall’Enpa – è assalito, come tutto il Mediterraneo, da una pesca professionale e sportiva senza adeguati limiti, oltre ad un inquinamento sostenuto, che stanno riducendo, come avvertono inascoltati FAO, Unione Europea e World Watch Institute, il 75% delle popolazioni animali oggetto di pesca, con ormai una specie su quattro minacciata di estinzione”.

Commenti

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  1. alberto.peluffo
    Scritto da alberto.peluffo

    L’Enpa troverebbe facilmente battaglie più sensate da combattere. Il pesce è da sempre alla base dell’alimentazione della gente di Noli, e non è sicuramente per le quantità e le tipologie pescate dalle barche di Noli che il mare si è impoverito. Se pensiamo che, fino a qualche anno fa, le barche si contavano a decine, mentre oggi gli equipaggi sono non più di 6 o 7, è assurdo attribuire al consumo cittadino responsabilità del genere. La pesca professionale, vera responsabile del depauperamento, non c’entra niente con Noli e con l’iniziativa delle Tre Terre.