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Elezioni Savona. Marson: “Fase di verifica”, Di Tullio: “I savonesi non si fanno schiacciare da Imperia”

Savona. Nulla di fatto nel centrodestra savonese sul candidato sindaco, mentre si avvicina la tornata elettorale. L’avvocato Paolo Marson ha già il sostegno di alcune associazioni di categoria, ma non si sbilancia: “Siamo in una fase di verifica. In questo momento è stato espresso un deciso interesse sulla candidatura, ma devono ancora verificarsi determinate condizioni che attualmente non ci sono”.

Marson vuole essere certo di avere la squadra giusta per sciogliere le riserve sulla dura corsa a Palazzo Sisto, anche perché portare in dote almeno 10 mila voti (per rendere paritetico il confronto con il centrosinistra) non è impresa da poco. L’ex ministro Scajola continua a spingere sull’attuale assessore ai trasporti della Provincia, che a sua volta continua sulla linea della cautela: “Vedremo, in questo momento stiamo ancora valutando. Non ho commenti per ora”.

Dal Pd, però, i commenti sul candidato “in pectore” del Pdl e della Lega sono espliciti. “Ho molta stima di Marson – afferma Livio Di Tullio, segretario del Partito Democratico – Ma non credo sia la persona adatta a guidare l’amministrazione di Savona. Al di là del professionista, che apprezzo, resta il fatto che se Marson fosse il candidato del centrodestra, sarebbe ancora una volta un’imposizione di Scajola. Del resto è stato lo stesso Marson a dichiarare che non potrebbe dire di no all’ex ministro”.

Se la sfida fosse Marson-Berruti, si tratterebbe di una specie di derby nel derby, visto che lo stesso Federico Berruti volle l’avvocato per risanare il bilancio dell’Acts, spianandogli la via della politica. Ora l’attuale sindaco che punta a raddoppiare il mandato se lo ritroverebbe contro. “In questo momento non siamo ancora competitor” puntualizza Marson.

“Il centrodestra è in affanno e in ritardo per un semplice motivo, in provincia e a Savona città è commissariato da Imperia – dice il segretario del Pd – Potendo fare una scelta, qualche mese fa i berlusconiani di Savona avrebbero indicato Delfino. Invece non hanno alcuna autonomia. Se Scajola dice Marson, così deve essere. E’ una scelta calata da fuori”. “I savonesi non vogliono farsi mettere i piedi in testa da Genova, figuriamoci da Imperia” conclude Di Tullio.

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