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Economia “zoppicante”, Confcommercio: “Ripartire dai progetti in cantiere”

Savona. “Per tutto il corso del 2010 le cronache provinciali ci hanno informati su continue chiusure di attività, soprattutto industriali, con conseguenti perdite di posti di lavoro. L’inizio del 2011 non registra nessuna inversione di tendenza. La cantieristica non decolla ed il progetto ‘piattaforma’, anche se gli ostacoli paiono superati, non è ancora partito”: a tracciare un quadro tutt’altro che confortante dell’economia savonese è Confcommercio Savona.

“Se pure il saldo imprese avviate/imprese cessate non è negativo, c’è da chiedersi se questo dato non significhi altro che semplicemente l’avvio di un trend positivo : se cioè il creare impresa, specie nel commercio o nei servizi, il mettersi in proprio, non indichi il tentativo, per chi perde il lavoro, di crearsene uno da sé, il che, se non supportato da adeguate analisi di mercato o adeguata preparazione, comporta rischi non indifferenti – si continua a leggere nella nota di Confcommercio – La massiccia perdita di posti di lavoro non può lasciare indifferente la più rappresentativa Associazione di un settore economico, il terziario, che in provincia supera ormai il 70% del PIL quale la Confcommercio di Savona. Con oltre 5700 imprese associate che danno lavoro ad oltre 16.000 addetti, la Confcommercio deve e può far sentire il proprio peso ‘politico’ nei confronti dei decisori pubblici preposti allo sviluppo economico del territorio. Proprio questo è necessario: stimolare il dibattito e contrastare l’immobilismo sulle questioni cruciali della crescita e dello sviluppo. Di questo si tratta : crescita e sviluppo sono gli obiettivi che tutti insieme, pubblico e privato, industria e servizi, devono perseguire”.

“Discutere dei temi dell’economia, individuare i comparti prioritari, facilitare le imprese che vogliono creare lavoro, incentivare il lavoro dei giovani e delle donne, garantire l’acquisizione delle competenze funzionali all’occupabilità delle persone, questi i compiti salienti di chi governa lo sviluppo. Basta pensare che se solo si riuscisse ad adeguare l’occupazione dei giovani e delle donne alla media europea, ciò si tradurrebbe in una maggior crescita, ovvero in maggior ricchezza per tutti, di circa 1,3 punti. La Confcommercio di Savona, in cui la presenza femminile sfiora il 40% degli associati, ha redatto una ‘Proposta di progetto per il rafforzamento dell’impreditoria femminile’ da realizzare con il contributo del settore Politiche attive del lavoro della Provincia. Il progetto intende soddisfare da un lato i bisogni formativi-professionali delle imprenditrici, dall’altro i bisogni legati agli aspetti tecnici del fare impresa, attraverso la possibilità di avviare uno Sportello di Consulenza aperto al pubblico dedicato a tematiche legate all’accesso al microcredito, legali, relative alla conciliazione lavoro/famiglia. Si sa che oggi gli Enti Locali, Provincia in primis, hanno risorse ridotte, ma ciò non può costituire un alibi all’immobilismo. La progettualità non può essere assente, le risorse vanno ricercate attraverso la partecipazione ai bandi interregionali, transnazionali, del Fondo sociale europeo finalizzati allo sviluppo economico”.

“Soprattutto relativamente al turismo, settore fondante dell’economia provinciale, non si possono perdere occasioni per promuovere il nostro territorio. Il paesaggio, mare e boschi, il clima e l’accoglienza vanno considerati come valori fondamentali di cui disporre in ogni stagione. Fondamentale il ruolo di coordinamento fra i Comuni, affinché, da Andora a Varazze si realizzi un’unica offerta turistica, si abbandonino i campanilismi, si condividano i valori dell’accoglienza. Valori che non possono essere estranei al commercio che deve veder valorizzato il ruolo delle ‘botteghe’ nei paesi e nei centri storici, per rendere attraente e vivo ogni borgo o quartiere. Poiché nell’economia provinciale nessun soggetto può pensare di contribuire allo sviluppo da solo: il terziario non può fare a meno dell’industria e viceversa, la Confcommercio non può esimersi dall’esprimere preoccupazione per il dilatarsi dei tempi relativi allo start-up del progetto relativo al nuovo terminal multipurpose Maersk di Vado. Poiché più lavoro significa crescita e, se si coniuga con il rispetto dell’ambiente e della sicurezza, anche sviluppo sostenibile. Il progetto prevede infatti di occupare a regime oltre 600 unità operative con almeno il 15% di figure professionali e scolarità di livello medio/alto, di adottare scelte tecnologiche e soluzioni organizzative per la riduzione dell’impatto ambientale così come determinato dall’’Environmetal Development Program'”.

“Senza addentrarci in analisi tecniche, si vuole ribadire la necessità, secondo Confcommercio, che tutti, Associazioni di categoria ed Istituzioni debbono coordinare la loro attività per non perdere l’occasione che il progetto offre. E’ compito delle Istituzioni pubbliche, soprattutto in periodi di crisi, saper mettere a sistema le risorse potenziali del territorio per attirare progetti che non siano mera speculazione edilizia ma che riescano a creare valore dalle risorse del territorio : cultura del lavoro, pregio ambientale, vocazione turistica, aree dismesse. In questo quadro, l’immobilismo, come ha denunciato la Presidente di Confindustria Emma Marcegaglia, rischia di essere un handicap insostenibile per il nostro Paese e per il nostro territorio. Confcommercio deve, nel suo ruolo di rappresentanza, stimolare le amministrazioni pubbliche e le altre Associazioni di categoria ad impegnarsi collettivamente per lo sviluppo e la crescita. In quest’ottica ha intrapreso un percorso di incontri con l’Amministrazione provinciale per affrontare in modo sinergico, con proposte e progetti, le questioni relative ai comparti del turismo e del commercio che comunque, come detto, non sono avulsi dalle politiche attive del lavoro di tutta la provincia”.

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