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Don “Lu” verso il “giorno della verità”: attesa serena circondato dall’affetto dei suoi “fedelissimi”

Alassio. Mancano ormai solo più cinque giorni al “giorno della verità” di Don Luciano Massaferro. A quasi 9 mesi di distanza dalla prima udienza (il processo a suo carico era iniziato il 24 maggio 2010), giovedì pomeriggio, il sacerdote alassino, accusato di aver abusato di una dodicenne, tornerà infatti in aula per ascoltare il verdetto del Collegio dei Giudici del Tribunale di Savona.

Don “Lu”, come lo chiamano i suoi fedelissimi, che dal 19 gennaio scorso è potuto tornare nella sua casa, ad Alassio, dove sconta gli arresti domiciliari, aspetta in silenzio, senza fare rumore, la sentenza che certamente, in un senso o nell’altro, darà una svolta alla sua vita. Il parroco è rimasto fermo sulla sua decisione di non rilasciare alcuna dichiarazione. Gli unici contatti Don Massaferro ha deciso di averli con i suoi collaboratori più stretti e con i suoi parrocchiani. Ne ha visti una decina al giorno da quando è tornato ad Alassio.

Il legale di Don Luciano, l’avvocato Alessandro Chirivì, si limita a dire: “E’ rimasto in silenzio per rispetto di chi sta esaminando le carte del suo procedimento. Sta bene, è tranquillo e ha continuato ad incontrare le persone a lui più vicine”.

Poter riabbracciare il loro “Don” è stato un sollievo per i suoi “fedelissimi”. Uno di loro, dalle pagine di Facebook, racconta: “Ho avuto il grande onore e il privilegio di andare a trovare Lucianetto. La sua testimonianza è un fatto che mi ha colpito profondamente come da tempo non mi capitava. Le sue parole le porterò nel mio cuore per molto tempo e per sempre avrò davanti agli occhi la sua forza, la sua fede e la sua energia. La sua innocenza…Da quando sono uscito da quella stanza non riesco a pensare ad altro. Continuerò a pregare per lui e difenderlo, con la forza di chi è innocente e con il coraggio di chi ha ragione. Sono andato per dare, ed invece ho ricevuto: volevo portare conforto, sono tornato arricchito della sua esperienza”.

Sempre dalle pagine noto social network, i sostenitori di Don Luciano si dicono fiduciosi e pregano perché il 17 febbraio possa rappresentare la fine di un incubo per il sacerdote, della cui innocenza non hanno mai dubitato. “Il 17 febbraio è ormai vicino – scrive Simona – ed è impossibile per noi non tornare spesso a questo pensiero nelle nostre giornate… Noi aspettiamo una sentenza di assoluzione piena, nonostante il modo di conduzione del processo molto spesso abbia minato la nostra fiducia in questo senso. Ma sarebbe davvero possibile la condanna di un… uomo dopo un anno di istruttoria concluso senza alcun elemento a suo carico. Il nostro sostegno non ti verrà a mancare mai, carissimo don Lu, ma confidiamo davvero che si concluda con questa sentenza quest’assurda vicenda, sicuri in ogni caso che tu, reso ancora più ricco interiormente da chi al contrario ti voleva opprimere, saprai vivere il tuo Ministero in maniera ancora più santa di prima”.

E ancora scrive Carla: “Hai vissuto e stai vivendo un incubo che avrebbe spezzato le certezze di chiunque…sei stato ‘gettato’ in un mondo che neppure immaginavi e sei riuscito a mantenere equilibrio e razionalità…hanno calpestato la tua persona ma non la tua dignità, la Fede incrollabile, la Speranza. Hai la forza che ti da la tua innocenza e quella non potrà portarla via nessuna sentenza. Siamo rimasti vicino a te perchè noi crediamo in te, resteremo vicino a te…sempre….e quando avremo raggiunto la cima della montagna con te isseremo la bandiera…siamo con te caro amico e Dio è con noi”.

Adesso non resta che aspettare il 17 febbraio. L’udienza inizierà alle 15,30. Ci sarà spazio per eventuali repliche del pubblico ministero (che ha chiesto per Don “Lu” una condanna a sette anni e sei mesi di reclusione), alle quali potrebbero seguire quelle della difesa, e poi il Collegio inizierà la Camera di Consiglio. La sentenza è attesa per la serata.

Commenti

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  1. Scritto da Biagio MURGIA

    Beh…….Senza voler entrare nel merito, mi sembra che prove ce ne siano veramente pochine, se è vero che non esiste un filmato, una intercettazione telefonica o ambientale che dia corpo alle affermazioni della bambina e non ci sarebbero nemmeno riscontri precisi alle stesse dichiarazioni della bambina, per cui…….è solo tempo di aspettare….in silenzio……

  2. guimmi
    Scritto da guimmi

    Intanto si sa già come andrà a finire, in prima istanza lo condanneranno per non mandare a monte l’operato di più di un’anno di indagini e poi in cassazione lo proscioglieranno per mancanza di prove o inattendibilità della vittima.

  3. Scritto da Resist

    “istruttoria conclusa senza alcun elemento a suo carico”??
    Questi sono atteggiamenti irresponsabili di chi si autonomina Giudice ed emette sentenze che non gli competono.
    Aspettiamo di leggere il giudizio poi commentiamo.
    Per il momento pensiamo anche alla sofferenza della bambina che attende giustizia.

  4. pirata
    Scritto da pirata

    Staremo a vedere … in silenzio!!!