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Discriminazioni, fenomeno ancora oscuro: pronto “manuale” per le donne

Savona. “Allo stato attuale, a livello territoriale è difficile fornire dati esatti che possano riassumere in maniera chiara il fenomeno, che resta presente e diffuso in Liguria e nel Savonese”. A dirlo Chiara Volpato, responsabile delle Acli regionali, a margine della presentazione della rete anti-discriminazione nata in Liguria e che vedrà operativo anche un nuovo sportello a Savona.

“Proprio questa rete che vede sportelli di assistenza sparsi in tutta la regione speriamo aiuti a creare un database sui casi di discriminazione che avvengono nel nostro territorio” sottolinea la Volpato. L’obiettivo è creare una sensibilità maggiore sul problema e creare le condizioni per fa uscire le vittime dalla paura e dalla vergogna denunciando tutti i casi esistenti.

Tra le tendenze che sono emerse nel corso dell’analisi sulle forme di discriminazione è il livellamento tra quella più tradizionale, di forma razziale, con quella sessuale, con riferimento alla stessa omosessualità ma anche a manifestazioni discriminatorie che si verificano nei contesti sociali ed economici, in primis il posto di lavoro.

E’ proprio in tema di posto di lavoro ecco un manuale di sopravvivenza dedicato proprio al gentil sesso, sempre più intraprendente nella carriera lavorativa ma che ancora deve sopportare ad angherie, umiliazioni, discriminazioni e più o meno sottili violenze psicologiche. E’ Gianfranco Pallanca, psichiatra savonese e animatore dell’associazione Ipotesi, in collaborazione con la Cisl, che sta mettendo a punto il manuale, che aiuterà certamente le donne a superare e vincere spiacevoli situazioni.

“Le donne incatenate all’ossessività e alla violenza del partner registrano difficoltà enormi sul luogo di lavoro e nel loro modo di vivere l’impiego – spiega il dottor Pallanca – In più, l’assoluta dipendenza economica dal compagno aguzzino che finiscono per avere non consente loro di seguire opportunità e aspirazioni. Dal nostro osservatorio, vediamo casi di donne che accumulano assenze ingiustificate sul lavoro, che manifestano e riversano i disagi personali nell’orario lavorativo, che mettono a rischio la professione per le torture subite tra le pareti domestiche”.

I numeri raccolti dal pronto soccorso sono eloquenti: una media di 500 casi di violenza su soggetti femminili all’anno nella provincia di Savona. “E si tratta nella maggior parte dei casi donne in età lavorativa” precisa Pallanca. Il manuale che sta approntando lo specialista insieme alla Cisl sarà destinato non solo alle donne che hanno un’occupazione, ma anche ai datori di lavoro.

“L’obiettivo – evidenzia Gianfranco Pallanca – è quello di aiutare le donne lavoratrici offrendo consigli e accorgimenti per evitare soprusi e discriminazioni, ma anche quello di sensibilizzare i datori di lavoro, perché recepiscano i comportamenti insoliti delle dipendenti e le aiutino nel percorso di affrancamento dalla violenza, segnalando gli episodi, se è il caso, anche alle forze dell’ordine”. “L’idea – prosegue – è di fare in modo che i datori di lavori esibiscano un manifesto o un’indicazione precisa, che rechi scritto ‘Questa azienda è sensibile alle donne che lavorano'”.

La maggior parte delle donne che entrano in pronto soccorso per un pestaggio subito da un uomo, hanno già alle spalle aggressioni simili o dello stesso tipo, rivelando problematiche inveterate e che mettono le radici fin nell’età dell’adolescenza. “Tutto questo ha una conseguenza anche sull’ambito lavorativo – conclude il dottor Pallanca – Succede spesso che donne perseguitate dall’ex compagno, che si apposta sotto il posto di lavoro o comunque mette in atto comportamenti maniacali, finiscano per chiedere un trasferimento o per cambiare occupazione pur di liberarsi dal persecutore”.

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