Condanna Don Lu, Vescovo Oliveri: “Resto convinto della sua innocenza”
Albenga. “Non diamo alcun giudizio alla sentenza perché non abbiamo potuto vedere ancora le motivazioni. Ovviamente accogliamo la sentenza con grande dispiacere. Rimango della convinzione che don Luciano non si sia macchiato di questo crimine. Ovviamente si continuerà a fare quanto possibile per arrivare a conoscere pienamente i fatti, come ad esempio il ricorso in appello”. E’ questo il commento di monsignor Mario Oliveri, vescovo della diocesi di Albenga, sulla condanna a 7 anni e 8 mesi di reclusione per don Luciano Massaferro.
Il parroco di Alassio è attualmente agli arresti domiciliari in attesa del processo di secondo grado. I suoi legali, gli avvocati Mauro Ronco e Alessandro Chirivì, infatti, dopo essere stati a colloquio con lui, hanno già preannunciato che faranno ricorso in Appello contro la sentenza emessa ieri in tribunale a Savona.
11 commenti a “Condanna Don Lu, Vescovo Oliveri: “Resto convinto della sua innocenza””
Ecco che ritorna l’eterno problema…chi farà mai giustizia?
Chi è per una Giustizia condivisa in un contratto sociale capace di farci sopravvivere in una società violenta?
Per il Tribunale Divino c’è tempo…. e poi non tutti ci credono.
Il Vescovo dice…son convinto che sia innocente.
Se mantiene questa convinzione, senza alcun dubbio, dopo che un tribunale è stato da noi delegato e ha studiato tutti gli aspetti di un reato(cosa che nessuno di noi ha potuto fare..nemmeno il Vescovo)vuol dire che si trova nella logica della giustizia “fai da te”.
Un Tribunale terreno può dire quello che vuole…io solo conosco la verità.
Questa è anche la logica che ha tenuto nascosti alla legge umana centinaia di preti pedofili e continuerà a tenerli nascosti.
In attesa del secondo processo, una persona di grande responsabilità quale è un Vescovo al quale molti guardano come riferimento,dovrebbe essere più cauto.
Per “conoscere pienamente i fatti” non è indispensabile un processo in appello.
I fatti sono stati analizzati nel lungo processo con circa 20 testimoni, più di una perizia psichiatrica sulla attendibilità della bambina e altri mezzi di prova.
Il secondo grado di giudizio è solo una garanzia in più, nel caso ci fosse stato qualche errore in primo grado.
I giudici che hanno trattato questo caso sono stati tanti: un PM, un Gip, un Tribunale del Riesame, un collegio giudicante in Tribunale (composto da tre persone).
Tutti prevenuti? Tutti incapaci? Saranno stati in grado di valutare le prove a favore e quelle contro?
Sono esseri umani, possono sbagliare. Ma tutti avranno studiato gli atti, forse qualche notte persa per la delicatezza del caso, la consapevolezza del peso della decisione che stavano per prendere. Si saranno confrontati. Avranno ponderato.
E ricordiamo, esiste l’assoluzione per mancanza o insufficienza di prove: è loro dovere valutare anche questo. I magistrati (PM o giudici che siano) sono tenuti a valutare anche tutto quello che può concorrere a scagionare un imputato.
Sono certa che tutte queste considerazioni sono state prese.
Siamo il paese più garantista del mondo.
Un imputato è innocente fino a prova contraria.
Ora abbiamo un condannato che è colpevole finché non sarà provato il contrario (non una generica insufficienza di prove, però).
E cosi aspettiamo il processo di appello.
A volte (raramente) i giudici di appello hanno anche aggravato la pena.
Il vescoco continua ad essere convinto dell’innocenza….Bisogna leggere la sentenza…
Altri vescovi in situazioni analoghe hanno avuto il buonsenso di non esprimere pareri e di aspettare. L’avvocato fa il suo mestiere, ma un Vescovo deve tutelare la comunità cattolica e magari andare incontro anche ai fedeli che non sono così certi dell’innocenza.
Potrebbe anche confidare nella giustizia (quella terrena). Ci sono giudici che lavorano onestamente in silenzio senza fare notizia. Potrebbero essere proprio quelli che hanno lavorato a questo processo: purtroppo per loro questi casi fanno notizia.
Non mi sarei aspettato nulla di diverso da un personaggio del genere…..
Una cosa però mi chiedo: visto che il monsignor Mario Olivieri si è affrettato ad intervenire per commentare questa sentenza, seppur di primo grado, ed a difendere don Luciano…ma due parole, due di numero, sulla bambina e sulla sua famiglia proprio non le ha trovate?
A volte il silenzio è d’oro….
convinto te, convinti tutti?? no. non funziona così!!
La chiesa dovrebbe affrettarsi a effettuare un’indagine interna, invece che far parlare il vescovo di Albenga che neppure si mostra dispiaciuto per quello che è stato fatto passare alla bambina!!!
non posso parlare,mi è venuta la nausea….
ALMENO IL BUON SENSO DI TACERE….. Ma è possibile che manchi anche questo?!
Conoscendo il nonno della bambina così come luciano(minuscolo e senza il don) gli mando i miei complimenti perchè saputo l’esito del colloquio con le neuropsichiatre infantili del Gaslini(rinomato in Europa per la sua Professionalità nella medicina infantile) è riuscito a mantenere il controllo e la dignità…….. dimostrandosi del tutto superiore alla comunità ecclesiastica del, spero, ex don che è stata eccellente nel denigrare e offendere la madre della bambina(chiaramente solo nei ciati e non nei deliri scritti nel loro facebook ove il contradittorio è bandito, manco fossero maomettani) alla quale, non dimentichiamocelo, sono stati negati il catechismo e la comunione sul territorio di Alassio(in questo caso dovrei scrivere in minuscolo pure questo)…………..
il Dio che invocano giudicherà prima o poi anche il loro di comportamento che non ha nulla a che fare con i principi del Cristianesimo che mi sono stati insegnati dal Monsignor Ferrari e da Don Enrico…….altra pasta di uomini………
Pur essendo uno dei miei “capi” dissento e mi distanzio da una affermazione che suona come inopportuna e sconveniente oltre che lievemente svilente dell’operato della Magistratura per non dire …delegittimante. Avrebbe potuto risparmiarsela.
A che serve infervorare gli animi dei fedeli suggestionabili e porti in maniera così distante da cio’ che rappresenta la legalità nel mondo civile. Dice bene Pirata; un indagine parallela della Chiesa sarebbe stata auspicabile e quanto mai utile per mostrare un attreggiamento che una grossa parte del mondo civile si aspetta dalla Chiesa su tale scottante tema.







bravi,complimenti,continuate a comprire i preti pedofili come avete sempre fatto…