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Comunità Montane, Vinai: “Sfida per una nuova geografia delle competenze”

Provincia. Con l’approvazione del disegno di legge di attuazione del riordino e della razionalizzazione delle funzioni svolte dalle Comunità Montane – che cesseranno di esistere dal prossimo maggio – si comincia a delineare una nuova geografia dei Comuni liguri. Si va ora verso le Unioni di Comuni, un passaggio delicato e cruciale per il nuovo assetto istituzionale dei poteri locali in Liguria.

“Questo è solo l’inizio del federalismo istituzionale che dovrà essere approfonditamente studiato e disegnato, un lavoro nel quale ANCI Liguria insieme alla Regione si sono impegnati a partire dal disegno di legge approvato ieri dalla Giunta regionale” commenta Pierluigi Vinai, segretario di ANCI Liguria.

“Ora la vera sfida è costruire la prossima legge regionale di valenza costituzionale che disegnerà la Liguria futura. L’associazione tra i Comuni, le funzioni dei Comuni, le relazioni tra i Comuni e gli altri enti dallo Stato alla Regione fino alla Provincia. Chi si occuperà di rifiuti? di acqua? della salvaguardia del territorio? Come e chi svolgerà il servizio di attività scolastiche, attività sociali, mobilità? Solo dopo sarà essenziale, partendo dai fabbisogni standard, cioè il costo efficiente dei servizi comunali, capire la qualità e la quantità dell’approvvigionamento fiscale, cioè le tasse. Questo è il vero e corretto processo che dal federalismo istituzionale arriva al federalismo fiscale”.

“Questa legge è il primo passo urgente che doveva essere compiuto. Ora è necessario andare a regime in tempi brevi, perché le funzioni fondamentali svolte dalle Comunità Montane, non siano interrotte e, di conseguenza, non ci siano ripercussioni negative sui cittadini” spiega ancora Vinai.

Il lavoro di ANCI Liguria, nel processo di soppressione delle Comunità Montane in Liguria è stato l’argomento principale dei 12 incontri che si sono svolti nella prima metà di febbraio in Regione alla presenza di oltre 100 Comuni interessati e di Antonino Oliveri, responsabile regionale della Consulta dei Piccoli Comuni Anci.

Gli argomenti trattati hanno riguardato l’urgenza della soppressione delle Comunità Montane, affrontando le conseguenti problematiche del personale, del patrimonio, dei mutui e dei bilanci degli enti soppressi. Nello stesso contesto è stato, inoltre, discusso l’avvio del processo che dovrà portare alla costituzione delle Unione dei Comuni.

In Liguria su 235 Comuni complessivi, 167 sono dichiarati montani o parzialmente montani, e ben 183 risultano sotto i 5 mila abitanti, 133 sotto i 2 mila, (un centinaio sotto i mille). Il 30 aprile è la data di chiusura ufficiale delle Comunità Montane, momento in cui entreranno in scena i commissari liquidatori.

Forte preoccupazione è stata espressa nell’entroterra ligure. Si teme la perdita di un importante presidio, ma si guarda anche al riassetto come opportunità, con qualche timore per la fase transitoria.

“Affrontare contemporaneamente l’emergenza della soppressione delle comunità – spiega Antonino Oliveri, coordinatore regionale della Consulta dei Piccoli Comuni ANCI – e la nascita delle unioni di comuni è una partita complessa. La Liguria è una delle tre regioni italiane prive di Unioni di Comuni, circa 300 in tutta Italia, ma non è digiuna di esperienza: le Comunità sono unioni naturali. Ora è importante che il nuovo modello non sia calato dall’alto, ma concertato, e che la dote sia congrua: la Regione deve sostenere il processo. E’, questo, il nodo più difficile della trattativa in atto”.

Le funzioni un tempo svolte dalle Comunità Montane saranno ripartite tra gli altri enti: alle Province le funzioni della difesa del suolo e dell’antincendio boschivo, mentre il vincolo idrogeologico rientrerebbe nelle competenze comunali, che potrebbero svolgerle informa associata o in convenzione con le province.

Gli altri servizi associati, come la polizia municipale, il trasporto scolastico, la raccolta rifiuti, sono funzioni che in alcuni casi già svolgevano le comunità e rientrano nelle funzioni prettamente comunali, queste dovranno essere svolte obbligatoriamente in forma associata nei Comuni sotto i 5 mila abitanti, per cui è necessario costruire un nuovo modello in grado di rispondere a questo tipo di esigenza e questo modello è individuato dall’Unione dei Comuni.

“Il lavoro che sta svolgendo ANCI Liguria è di garantire il ruolo dei Comuni in questa fase di passaggio dalla soppressione delle Comunità Montane alla nascita delle Unioni dei Comuni, e la Regione ha accolto la nostra richiesta per sostenere questo processo con misure di accompagnamento, ma soprattutto con risorse certe adeguate e ricorrenti, disponendo dell’utilizzo del fondo per le Unioni dei Comuni. Vogliamo che i Comuni non subiscano questi processi di forma ma ne siano protagonisti” conclude Oliveri.

ANCI Liguria ripartirà nelle prossime settimane con un nuovo “road show” per incontrare le realtà comunali, e vedere insieme le necessità e l’accompagnamento necessario.

Commenti

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  1. Scritto da Droppy

    Finalmente abbiamo tolto le comunità montane.

    Il prossimo passo non sono le unioni di Comuni ma sono gli ACCORPAMENTI tra Comuni, sino ad arrivare a un territorio omogeneo che abbia almeno 5 mila abitanti.

    Dopo di che si può ragionare su competenze chiare, precise senza sovrapposizioni.

    Tutte le volete che i politici usano parole del tipo coordina, supervisiona ecc. mi si storce il naso

  2. Scritto da Resist

    In Liguria in ogni vallata perpendicolare al mare ci dovrebbe essere un’unica gestione amministrativa per :
    trasporti
    attività scolastiche
    attività sociali
    tutela del territorio
    risorse idriche
    rifiuti urbani ecc.
    e tutto questo non c’entra niente con il federalimo secessionista della lega.