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Caso Ruby, donne assessore della Regione Liguria scendono in piazza il 13 febbraio foto

Regione. “Siamo di fronte all’ennesima gravissima vicenda di degrado istituzionale e politico. Dal mondo femminile c’è una reazione forte e trasversale che chiede considerazione e rispetto di sé, della dignità e libertà, ottenute con il contributo di tante generazioni di donne e uomini che hanno costruito la nazione democratica. Aderiamo con convinzione e saremo presenti nelle nostre piazze domenica 13 febbraio per difendere questi valori poiché da sempre lavoriamo con l’obiettivo di traguardare una vera rivoluzione delle donne. Ci interessa in tale sede porre alcune riflessioni sulla situazione femminile e, citando Umberto Veronesi, sul bisogno di un “futuro delle donne”, indispensabile per un moderno progresso della civiltà”. Lo dichiarano in una nota congiunta gli assessori regionali della Regione Liguria Renata Briano, Marylin Fusco, Raffaella Paita e Lorena Rambaudi.

“Tutto è ribaltato: la percezione, la verità, i principi. Ma il primo ribaltamento sta nel ruolo della famiglia, che rinuncia a esercitare una funzione educativa e si palesa come un nucleo disperato dove la funzione di genitori e figli è confusa e debole. In questo scenario, è ovvio quanto conti l’affermazione della donna nella nostra società.  Il primo punto riguarda il problema molto italiano della meritocrazia che rende ancora più arduo l’incontro tra donne e lavoro. In secondo luogo, in Liguria ed in Italia, non ci sono ancora le condizioni concrete per favorire l’emancipazione femminile. È necessario riscrivere un patto sociale del quale molto spesso le stesse donne sono state implicitamente complici: siamo una regione di mogli, di mamme e, soprattutto, di nonne e bisnonne. E le famiglie liguri si reggono su di loro. Rompere questo “accordo non scritto” significa per le Istituzioni fare i conti con una domanda crescente di servizi di assistenza all’infanzia e alla vecchiaia, che consentano alle donne di emanciparsi da un ruolo antico e di ripartire con gli uomini la responsabilità dei doveri familiari” scrivono Fusco, Briano, Rambaudi e Paita.

“Nella passata legislatura Claudio Burlando e la sua Giunta hanno lavorato in questa direzione: sono stati aumentati i posti nei nidi e nelle sezioni primavera (per garantire un servizio al 25% della popolazione ligure nella fascia 0-3 anni). L’istituzione del Fondo regionale per la non autosufficienza – unito all’incremento delle residenze per gli anziani – ha rappresentato un forte sostegno alla famiglia e nello specifico alle donne che si trovano ad affrontare questo carico nell’ambito del loro nucleo. Queste importanti conquiste oggi risultano essere “a rischio” per il disimpegno del Governo sul tema del welfare e, quindi, ancora molto resta da fare. Per esempio: agire sugli orari degli asili oltre che sul numero di posti, pensare a una cassa integrazione femminile, dare priorità allo sviluppo di impresa al femminile, favorire una presenza di donne nei CDA delle aziende”.

“La politica ha il compito di trovare risposte a questa situazione. Dobbiamo reagire e contribuire a riscattare l’Italia da questa fase cupa, impegnandoci nel lasciare qualcosa di noi che costituisca un miglioramento per la vita delle generazioni future. Il nostro invito è rivolto a tutte le donne che operano nelle Istituzioni, a partire dalla Presidente della Commissione “Pari Opportunità”, ad avviare un approfondimento di merito su questo tema per elaborare una strategia comune e trasversale. La possibilità di affrontare e vincere questa crisi culturale ed economica passa anche e soprattutto da qui: la libertà e il talento delle donne rappresentano la vera risorsa culturale della Liguria e del Paese nel prossimo futuro” concludono Fusco, Briano, Rambaudi e Paita.

Commenti

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  1. G.B. Cepollina
    Scritto da G.B. Cepollina

    @carpenter
    della canzone di De Andrè citi una frase ma non ne hai capito il senso… non hai capito nulla tanto che ti vedrei bene nei panni del “…bruttu galûsciu de ‘n purtòu de Cristu…”
    :-)

  2. carpenter
    Scritto da carpenter

    @folgore
    eh sai siamo nel 2011 cosi a certi mestieri per renderli piu gratificanti hanno cambiato il nome dell’operatore vedi il bidello è diventato Collaboratore scolastico ,il netturbino diventa operatore ecologico ecc .anche le prostitute vogliono nomi piu opportuni vedi escort .
    A me comunque viene in mente la canzone di De Andre ” A dumenega “che ad un certo punto dice ” BAGASCE SEI E BAGASCE E GHE RESTEI “………………………….

  3. maina
    Scritto da maina

    però l’assessore in foto potevate farla sistemare un po’ meglio: un po’ di trucco e un salto dalla parrucchiera prima di immortalarla non era male. Peggio della Bindi …. Ma è indicato nello statuto del partito, nonostante le migliaia di euro che percepiscono, risultare sciatte e mal prese ?

  4. james bond
    Scritto da james bond

    non capisco la censura ad un mio commento: ho rivelato il segreto di pulcinella e cioè che l’avvenente Marilyn Fusco è la compagna 37nne dell’ultracinquantenne attuale deputato e segretario regionale dell’IDV ed ex consigliere regionale della Margherita Padalino (di cui la giovane Fusco divenne assistente in regione).

    E non è neppure un segreto che Raffaella Paita è la moglie dell’attuale presidente dell’autorità portuale di Genova che prima di sedere su quella prestigiosa poltrona era consigliere regionale PD prima della consorte…

    Poi di come è stata eletta Consigliere Regionale della Liguria per l’IDV la trevigiana Maruska Piredda parliano un’altra volta… che è meglio!

    Quindi se Nicole diventa Consigliere Regionale o Mara Ministro è una vergogna, se Marilyn diventa Vicepresidente della regione, Raffaella Assessore e Maruska Consigliere Regionale è solo per capacità… i soliti ipocriti di sinistra….

  5. folgore
    Scritto da folgore

    Fermorestando che io non condivido nel modo più assoluto il comportamento del premier, nè a livello morale di pagare delle escort, nè a livello politico di chimare la questura e credo che ora si debba aspettare che la giustizia faccia il suo corso.
    Non condivido neppure però tali manifestazioni, che nulla c’entrano con le donne e il femminismo, penso che ognuno si debba prendere le proprie responsabilità e dire apertamente che è una manifestazione politica e stop.
    Infatti al di là dell’accusa di abuso di atti di ufficio che nulla c’entra con le donne, per quel che concerne Ruby, l’accusa di prostituzione e i soldi dati direi che semmai occorre manifestare contro le donne che mercificano il loro corpo.
    Qui non si tratta di un protettore che gestisce delle squillo, qui si tratta di una ragazza minorenne e altre donne (escort) che consapevolmente e nel pieno possesso delle loro facoltà accettano di andare con degli uomini a pagamento, e che pagamento!
    Qui per una volta l’uomo non c’entra, a livello morale condanno chi va a m…e, ma in fondo non costringe nessuno, queste donne ripeto consapevolmente per fare soldi accettano di dare compensi in natura.
    Piuttosto sarebbe ora di piantarla con il termine escort e chiamarle con il loro nome prostitute (spero IVG non me lo censuri tale termine), perchè è di questo che si tratta, quindi invece di manifestare contro il premier per il caso Ruby, manifestate contro tutte quelle donne che mercificano il loro corpo!