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Albisola, la Piral rinasce nella zona logistica di Vado Ligure

Albisola Superiore. Svolta determinante per il tessuto industriale savonese: la Piral, storica azienda produttrice di pentole in terracotta, è pronta a rinascere. Ieri la riunione nell’ambito del tavolo anticrisi alla quale hanno partecipato Provincia di Savona, sindacati e la nuova proprietà del marchio, la Albis Srl, ha sortito i risultati sperati.

L’azienda si trasferirà nelle aree V.I.O. di Vado Ligure (di proprietà della Refer Terminal) già a partire dai primi di marzo, con un nuovo capannone di 1800 metri quadri e nuovi investimenti in macchinari ed impiantistica, ferma restando la tradizione della lavorazione in terracotta.

Attualmente 17 lavoratori si trovano in cassa integrazione straordinaria, dall’ottobre 2010, per cessazione attività. Entro i prossimi tre anni tutta la manodoperà verrà riassorbita sempre dai primi di marzo, mentre con la delocalizzazione riprenderà la produzione, che andrà a pieno regime solo nei prossimi tre anni.

I lavoratori entreranno a turno in pianta organica con contratti di work esperience della durata di 6 o 8 mesi, percependo un assegno integrativo, oltre alla cassa, dai 300 ai 400 euro al mese. La Albis per ora diventa titolare del marchio Piral (tra l’altro legato alle famose pignatte marroni) e diventerà solo successivamente proprietaria definitiva dell’assetto produttivo.

L’azienda prevede contratti a tempo determinato di un anno per arrivare poi, nel corso dei tre anni, ai contratti a tempo indeterminato. La Provincia di Savona garantirà in questa fase la formazione e l’aggiornamento dei dipendenti per il loro reinserimento nell’attività di produzione.

“Abbiamo ripreso per i capelli un’azienda importante del nostro territorio e garantito un futuro occupazionale ai lavoratori del sito – commenta Fulvio Berruti della Cgil – Abbiamo raccolto l’impegno di tutti tutelando il nostro territorio, visti gli sforzi della nuova proprietà per mantenere l’azienda nel Savonese. La vicenda della Piral dimostra come sia possibile, attraverso dialogo e concertazione, trovare le soluzioni migliori per la produzione e i nostri lavoratori”.

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