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Albenga: in scena “Odissea”

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Albenga. Venerdì 11 febbraio alle ore 21.00 presso il Teatro Ambra (via Archivolto Teatro, 8 – Albenga) Kronoteatro presenterà “Odissea”, terzo spettacolo serale della Kronostagione Albenga 2010 /11, sostenuta da Compagnia di San Paolo, Regione Liguria-Settore Spettacolo, Comune di Albenga e Provincia di Savona.

“Odissea”, uno dei tre spettacoli inseriti nella stagione teatrale con la dicitura “Tempo Presente”, programmati da Kronoteatro nella propria stagione teatrale di Albenga grazie al contributo della Regione Liguria-Settore Spettacolo, è una produzione della Compagnia del Teatro dell’Argine che vede in scena Mario Perrotta, vincitore del Premio Hytrio 2009 alla Drammaturgia e finalista Premio UBU 2008 come migliore attore. Lo spettacolo è accompagnato dalla musica dal vivo di chitarra, tromba, oboe, clarinetto e batteria eseguita da due musicisti: Mario Arcari e Maurizio Pelizzari.

Mario Perrotta in questo spettacolo porta sulla scena teatrale la storia del mito di Ulisse, vissuto da un personaggio della vicenda omerica spesso dimenticato e poco considerato: Telemaco. Telemaco non ha ricordi di Ulisse, non l’ha mai visto, non sa come è fatto, non sa il suono della sua voce: per Telemaco, Ulisse è solo un racconto della gente. Ed è proprio questa assenza ad aprire infinite possibilità nei pensieri di Telemaco. Lui è l’unico personaggio dell’Odissea che può costruire un’immagine di Ulisse calibrata a suo piacimento.I pensieri di Telemaco, forse, sono l’unico luogo dove Ulisse può essere ancora un eroe. Ma gli eroi durano il tempo di un romanzo e questo Telemaco lo sa. E’ così Mario Perrotta ha disancorato Telemaco dal tempo degli eroi e l’ha trascinato qui, nel ventunesimo secolo, avvilito da una madre reclusa in casa; assediato dalla gente del paese che, non sapendo che fare tutto il giorno al bar della piazza, mormora della sua “follia” e della sua famiglia mancata; circondato dal mare del Salento, invalicabile e affamato di vite umane. Solo così si poteva immaginare un’odissea contemporanea, solo portando la leggenda a noi, in questo nostro tempo così disarticolato e privo di certezze.

E dunque nello spettacolo si mescolano nella scrittura il mito e il quotidiano, Itaca e il Salento, i versi di Omero e il dialetto leccese, legati insieme da una partitura musicale rigorosa, pensata ed eseguita dai due musicisti in scena che diventano anch’essi, con i loro molteplici strumenti, voci musicali del racconto. Tra eroismo e avventura, tenace spirito di ricerca e attaccamento alla patria, le riflessioni esistenziali del ragazzo Telemaco, figlio del protagonista dell’Odissea, vengono quindi risaltate e immaginate dall’attore pugliese. Tale sapiente ricostruzione dell’inquietudine giovanile nel rapporto padre-figlio s’allarga alla rappresentazione della nuova generazione di giovani nell’epoca contemporanea. Gli anni di Telemaco sembrano carichi di aspettative sociali, incertezze inerenti il proprio futuro personale e pubblico e conflitti inespressi. I pensieri di quel ragazzo di allora non sono poi distanti da quelli di tutti i “Telemaco” di oggi, ragazzi in attesa di esprimere il proprio potere all’interno di una società “liquida” come il mare di Itaca.

Dopo lo spettacolo, per tutti gli spettatori che vorranno proseguire la serata, gli amici del Caprice di Lungomare Colombo 3 saranno lieti di accoglierli nel loro locale per il dopoteatro. Tutti coloro che presenteranno il biglietto dello spettacolo avranno uno sconto sul costo della consumazione.

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Commenti

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  1. Scritto da mariolino

    non posso altro che augurare con tutto il cuore la recisione traumatica dei tendini di Achille, dei legamenti crociati, laterali ecc. al valoroso cacciatore