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Lettere al direttore

Accorpamento scuole medie ingaune: l’indignazione di un genitore

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“Mercoledì sera mia moglie ed io siamo andati all’incontro indetto dalla Giunta Comunale in concerto con il Direttore Didattico del plesso Mameli-Dante Alighieri-Leca-Ortovero-Ceriale e siamo rimasti a dir poco sconcertati, per non dire schifati e offesi, da quello che è successo. Vorrei partire dalla fine dell’incontro, o meglio da quella che noi, come per tante altre persone presenti, abbiamo considerato la fine di questa riunione”.

“La cosa che ci ha offeso come persone e come utenti della scuola è stato l’intervento a dir poco squallido del vice direttore di via degli orti, che in uno slancio di ‘basilare educazione e deontologia professionale’ ha risposto ad una mamma che faceva un’obiezione chiamandola per cognome e sottolineando problemi risolti o meno con il figlio della stessa. Ma come si fa?? Ma come si permette questo signore?? Se aveva qualcosa da dire di personale a questa signora la chiamava in un secondo momento e ne parlava a quattrocchi. Onestamente non mi interessano le eventuali scuse di questo signore, perche’ penso che non ci sia niente di piu’ sincero di una reazione istintiva per far uscire la ‘bestia’ che c’è in noi, la nostra vera essenza. E l’essenza di questo signore si e’ vista in tutto il suo splendore”.

“A questo punto i dubbi sul trasferimento, per quanto ci riguarda,diventano altri. Non siamo piu’ tanto sicuri di voler far frequentare a nostra figlia una scuola dove gira una persona in qualita’ di vice preside che, oltre a calpestare i piu’ basilari concetti di privacy – ma diamo ad essa un nome in italiano, intimità – pensa a fare un’area per i sospesi, ma chiamiamola tranquillamente cella, ricordando che non servono sbarre per ghettizzare un uomo. Questo del dare i nomi giusti e’ un’altra cosa che e’ stata sventagliata ieri. Non chiamiamoli bidelli, ma operatori, detto non so piu’ quante volte, assieme ad un concetto assolutamente condivisibile come quello che ‘la scuola deve essere uguale per tutti e tutti devono avere pari opportunita’ e pari diritti nell’istruzione’. I concetti di dignita’, ugualianza risultano di cattivo gusto e assolutamente controproducenti se quando viene data l’opportunita’ di usarli li lasciamo in un recondito angolo dell’anima , come minimo si rischia di essere considerati dei parolai. E come si fa ad avere fiducia di persone del genere?”.

“Un’altra cosa buffa, amaramente buffa, e’ stata la sensazione che questi signori (rappresentanti del comune compresi) non fossero preparati al dibattito, o meglio ancora, sperando che noi non lo fossimo, insultando l’intelligenza delle persone. Ma questi signori come facevano a pensare che ci bastasse sentir parlare di ‘aule medie’, ‘aule grandi’, ‘aule un po’ piu’ piccole’, o di indorarci la pillola parlando delle docce negli spogliatoi della palestra?…e poi sventolano problemi di organico….ma chi sorvegliera’ le docce? almeno due persone, un uomo ed una donna. E poi,scusate, gia’ oggi ci sono professori che non fanno andare in bagno nel cambio dell’ora (GRAVISSIMO!!!!) e noi parliamo di docce?? Molto carina è anche l’idea di avere una stanza per le verifiche. Cosa si fa? Inizia l’ora, tutti giu’ nella sala, sediamoci, prepariamoci, inizia il compito…10 minuti li abbiamo gia’utilizzati, e finito il compito ci serviranno altri 10 minuti per fare il percoso inverso? Ma i professori sono realmente convinti di questo e hanno richiesto loro questa aula? o piu’ semplicemente non c’è l’effettivo spazio per separare i banchi nelle classi durante le verifiche? Non posso non menzionare a questo punto la minaccia di chiusura della scuola, in caso di mancato trasferimento, prospettata dal prof Berruti. Oltre ad averla trovata una ‘marchionnata’,nel senso di ricatto verso una categoria uguale a quella prospettata agli operai Fiat (o fai come dico io o chiudo), mi piacerebbe vedere cosa succederebbe se in un centro come Albenga saltasse la scuola media. Forse un’amplificazione a livello nazionale ci sarebbe. E allora perche’ non fare prima un grido di allarme verso gli uffici competenti dicendo che c’è l’impossibilita’ gestionale ed economica del nostro plesso invece di far ricadere sulla comunita’ questa scelta parlando di situazione di non ritorno e di fatto di scelte gia’ fatte per gli anni a venire. In tutto questo bailame non si e’ parlato se ci sara’ o meno lo smembramento delle classi attuali e se i ragazzi avranno ancora gli stessi prof. Magari questo argomento e’ stato affrontato, ma noi eravamo gia’ a casa a sorseggiare una tisana contro la gastrite immaginando scenari della “scuola che dovra’ venire” (parole del referente del direttore didattico di via degli orti)”.

Emanuele Lo Gioco

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