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Savona, sequestrato lo yacht “Kiss”: indagine per naufragio doloso (foto) foto

Savona. Naufragio doloso. E’ l’ipotesi di reato su cui sta indagando la Procura della Repubblica di Savona in merito allo strano affondamento dello yacht di 24 metri “Kiss” avvenuto due sere fa a sei miglia al largo delle coste savonesi. Al momento il fascicolo è aperto contro ignoti nell’ambito di una inchiesta avviata sulla base dei primi accertamenti peritali svolti congiuntamente dalla Guardia Costiera e dalla Guardia di Finanza di Savona.

Le indagini sono iniziate poco dopo il quasi affondamento dell’imbarcazione, che una volta trainata in porto è stata ispezionata per capire le cause del principio di affondamento: l’acqua sarebbe entrata dal vano motore inclinandolo verso poppa in pochi minuti e solo grazie al pronto intervento dei Vigili del Fuoco e Capitaneria di Porto si è evitato l’affondamento che sarebbe avvenuto nel giro di circa mezz’ora.

Lo yacht di 24 metri, nell’ambito delle indagini condotte dal pm Ubaldo Pelosi, è stata sottoposta a sequestro preventivo in attesa di una ulteriore perizia tecnica in relazione all’incarico che dovrà essere affidato dalla stessa Procura savonese. La barca resta quindi ormeggiata presso il cantiere W Service.

Gli accertamenti investigativi si stanno concentrando sul proprietario dello yacht, di origini milanesi, e sulle due persone a bordo soccorse in mare. Quello che sembra ormai accertato è che si sia trattato di un affondamento pianificato sulle cui motivazioni si stanno concentrando le attenzioni degli organi inquirenti.

La barca iscritta nel registro di Sanremo stava per essere trasferita da Genova al porto della località del ponente ligure per degli interventi di manutenzione; fino al maggio scorso lo yacht era utilizzato per attività di noleggio per poi diventare imbarcazione adibita ad uso diportistico. Dalla ulteriore perizia  tecnica, così come dagli elementi che stanno raccogliendo gli investigatori nei prossimi giorni sono attesi sviluppi sull’inchiesta giudiziaria aperta dalla Procura ed in primis sulle possibili responsabilità dell’armatore e delle due persone a bordo, L.F., 43 anni di Napoli, e M.M. di 54 anni, entrambi residenti nel Comasco. Particolare di non poco conto è che lo yacht stava per affondare a sole poche miglia dalla costa (sufficienti per un intervento di soccorso) e non invece in mare aperto.

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