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Tunnel e copertura parchi carbone: i commenti dei sindaci Berruti e Briano

Savona. “Il trasporto del carbone non è più una faccenda dell’Ottocento, ma del terzo millennio: finalmente è così anche per Savona e la Valbormida”. E’ il commento del sindaco savonese Federico Berruti, oggi con il presidente regionale Claudio Burlando durante la visita al tunnel sottomarino che consentirà l’eliminazione della struttura esistente sul lungomare Matteotti passando tutto sottoterra.

“Si tratta di un’infrastruttura poco percepita, se non dagli addetti ai lavori, ma che in realtà è fondamentale per la salute ambientale – osserva Berruti – E’ un’opera importante per la città e per un’attività tradizionale quale la filiera del carbone. Il trasporto si potrà svolgere attraverso il tunnel evitando la dispersione delle polveri nocive. Meno impatto ambientale e vantaggi significativi anche per la Valbormida”.

L’infrastruttura consentirà di trasferire direttamente il materiale dalla banchina alla collina di San Rocco sulle alture di Savona e da qui in Valbormida con i vecchi vagonetti. Presente anche il sindaco di Cairo, Fulvio Briano, che nel pomeriggio tornerà nella sua città per la conferenza dei servizi deliberante sulla parte urbanistica relativa al progetto di copertura dei parchi carbone. “Le rinfuse sono da decenni un problema per Bragno – afferma Briano – Guardiamo a quest’opera con ottimismo. E’ l’ultimo tassello dell’intervento di ambientalizzazione del carbone. Il tunnel che abbiamo visitato a Savona è un’opera essenziale; ora la seconda fase è in Valbormida con l’altrettanto importante opera di riqualificazione”.

Commenti

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  1. lui la plume
    Scritto da lui la plume

    Caro Carlo
    Non vi e’ alcun dubbio sul fabbisogno mondiale di energia in crescita.

    Il punto e’ “dove” cresce questo fabbisogno di energia.
    E’ scorretto far fare all’energia percorsi eccessivi con perdite notevoli durante il trasporto.

    Bisogna produrre in prossimita’ dei punti dove si verifica il consumo.

    E’ essenzialmente questo il motivo che porta a considerare follia l’intenzione di una “sparuta” parte di italiani di ritornare al nucleare.

    L’Italia nello scenario mondiale degli sviluppi dei consumi energetici dove si pone?

    Un rapporto “ormai datato” dichiarava un aumento forte dei consumi …. questo rapporto e’ stato “snobbato” dai dati degli anni successivi …. anche se i fautori del nucleare continuano ad considerarlo “il verbo”.

    L’Italia nel prosequio del suo sviluppo consumera’ meglio e consumera’ meno,
    Se non vi fossero in gioco interessi forti si potrebbe spostare verso l’utilizzo di energia pulita senza risentirne minimamente ….

    L’apparato produttivo oggi disponibile e’ piu’ che sufficiente a coprire i consumi futuri ….. cosi’ come li copre oggi.

    Altre nazioni … necessitano di energia in quantita’ per soddisfare gli sviluppi derivanti dalla continua delocalizzazione delle imprese.

    Noi nella direzione del lavoro a basso salario non ci possiamo piu’ muovere, dobbiamo rassegnarci a sviluppare altri contributi allo sviluppo mondiale ….

    Di certo la materia grigia non necessita di fortissimi consumi energetici per operare.

    Insomma se si contrastano alcuni sviluppi tipo raddoppio centrale o piattaforma …. e’ perche’ non servono a nulla ….

    il raddoppio serve solo a chi vuole produrre piu’ energia (scaricando parte dei costi sulle casse pubbliche) per rivenderla …. guadagnando …. a localita’ lontane.

    la piattaforma …. probabilmente qualcuno chiudera’ nuovamente il canale di Suez …. vi sara’ qualche nave interessata allo scalo di Vado?

  2. Scritto da Valby

    Ok, però vi saranno zone come l’Europa dove l’energia sempre quella sarà (non mi pare siano in previsione l’apertura di centinaia di altoforni elettrici o di grossi utilizzatori), anzi grazie al risparmio energetico la domanda sarà in diminuzione – d’altra parte tutte le industrie che chiudono e delocalizzano non avranno più bisogno di energia.
    E parti del mondo in cui la domanda aumenterà vertiginosamente, vuoi perchè arrivano le industrie manufatturiere energivore che chiudono da noi, vuoi perchè magari è ora che le persone abbiano l’elettricità in casa per avere un frigorifero.
    Il concetto del terzo millennio: non abbiamo bisogno di una centrale da 1 milione di kW ora ma di 1 milione di impianti da 1 kW (fotovoltaico, eolico, idroelettrico, cogenerazione, etc.). I nostri vicini europei già l’hanno capito, e sono avanti 18 anni.
    E’ ora di pianificare la decrescita, non si può sempre andare a salire (PIL, economia, industria, etc.)

  3. Carlo M.
    Scritto da Carlo M.

    Secondo tutti gli scenari energetici nel 2030 il fabbisogno di energia mondiale aumenterà del 70%. Le alternative che cresceranno al ritom del 10% copriranno il 15% del fabbisogno mondiale. Benvengano. Ma se volete fare finta di niente e viaggiare sull’utopia fare pure….

  4. lui la plume
    Scritto da lui la plume

    Gli episodi che oggi notiamo nel mediterraneo lasciano spazio ad un desiderio di diversificazione delle fonti di approvvigionamento energetico.
    In questa ottica anche il carbone trova la sua collocazione ….
    ma …. va relegato tra le fonti meno utilizzate …. quelle di sicurezza.

    In Svizzera si usano l’energia delle centrali idroelettriche alimentate durante la notte dall’energia nucleare prodotta in eccesso e non conservabile per riportare l’acqua in alto dove potra’ essere nuovamente fonte di ricchezza.

    Mi chiedo perche’ noi non seguiamo la stessa strada …..

    E qui salta fuori la solita legislazione fatta con poco intelletto …. una legge che consente ai produttori un maggior guadagno se bruciano il legname proveniente dal disboscamento della foresta amazzonica rispetto all’utilizzo dell’energia idrica (che non manca e che … pur producendo parecchio ….. viene relegata ad interventi straordinari ….).

    Sono le leggi che sono state fatte male …. al solo scopo di far arricchire alcune aziende.

  5. Scritto da Aurelio Bianchi

    Valby, mi stupisco di te.
    Non hai capito che due sindaci così moderni manderanno il carbone per email.
    E faranno una bella cokeria su Facebook!

    Anche se tutto resta com’è.