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Trasportavano 17 motori marini rubati dalla Liguria alla Romania: arrestati due romeni foto

Giovedì scorso circolavano con fare sospetto nei pressi del porto di Varazze a bordo di un furgone con targa tedesca e di un’auto con targa bulgara. Ad un controllo dei carabinieri della locale Compagnia, i cinque romeni – tutti di età compresa fra i 18 e i 23 anni – hanno mostrato nervosismo assistendo alla perquisizione dei loro mezzi. A bordo di essi, infatti, i militari trovarono vari attrezzi da lavoro (da chiavi inglesi, cesoie, paranchi), un forte odore di olio meccanico e, ad un controllo più accurato, un foglio di assicurazione più due strane targhe appartenenti a motori marini risultati poi rubati a Vado Ligure il 9 gennaio scorso e a Genova Voltri nella notte fra il 24 e 25 gennaio. Elementi sufficienti ad insospettire gli inquirenti, ma non a formulare precise accuse nei confronti dei cinque che, così, erano stati rilasciati.

Nel frattempo, però, le verifiche da parte dei carabinieri di Varazze, Vado Ligure e Savona sono proseguite fino a quando, grazie al monitoraggio degli spostamenti del furgone guidato dai sospettati, i militari si sono accorti che questi si stavano avvicinando al confine con l’Austria, direzione Romania, con l’intento di far perdere le tracce di sè. Di qui l’intervento dei carabinieri di Tarvisio, provincia di Udine, che hanno bloccato il mezzo al confine. A bordo vi erano due dei cinque rumeni – M.S. e A.F., entrambi di 23 anni – che stavano trasportando 17 motori marini (del valore complessivo di circa 150mila euro), oltre ad una mini-betoniera e a vari attrezzi da lavoro. Dunque per loro sono scattate le manette.

Dei 17 motori sequestrati, 10 risultano essere stati rubati a Genova nella notte fra il 24 e 25 gennaio scorso. Non vi è però traccia, fra questi, dei motori sottratti a Vado Ligure, segno che probabilmente sono già stati portati oltreconfine (tra il 5 e 10 gennaio sono stati 15 gli “esemplari” rubati nel Savonese). Questo, per i carabinieri, sta a testimoniare la presenza di un’organizzazione molto vasta e ben strutturata che si occupa della commercializzazione illegale di questo tipo di “merce” e che ha uno sbocco in Romania. Ora si cercano gli altri tre complici, oltre a quelli ancora non “noti”.

Commenti

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  1. Carlo M.
    Scritto da Carlo M.

    Secondo me tra 20 giorni sono a casa loro con una bella birra in mano (ghiacciata of course!) a brindare alla salute degli amici italiani…
    Fino a quando in questo Paese non ci saranno le pene certe (da scontare fino all’ultimo minuto) non cambierà nulla: saremo sempre il paese dei balcchi.

  2. hi-tech
    Scritto da hi-tech

    …ma che bella espressione sveglia che ha questo! Che cosa ce ne facciamo di questa feccia?
    Dobbiamo pagare l’errore di aver aperto la CE a Romania, Albània %friends….
    TRENI SPECIALI CON I LUCCHETTI E RIENTRO TRA I LORO SIMILI.

  3. pirata
    Scritto da pirata

    E qualcuno ha pensato bene di farli entrare anche nella UE, cosi possono girare liberamente per il nostro Bel Paese a commettere reati che molto probabilmente non pagheranno mai!!!

  4. Giudice
    Scritto da Giudice

    E questa feccia fa pure parte della U.E. quindi non li si puo’ nemmeno chiamare extracomunitari.
    Noi paghiamo e loro rubano. Speriamo almeno che li tengano dietro le sbarre per un po’.