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Tomaso, altro rinvio. Il padre: “Politici italiani assenti, non sappiamo più a chi rivolgerci”

Albenga. “Siamo indignati non solo per quello che sta succedendo in India, ma anche per ciò che non succede in Italia”. Queste le parole amare del papà di Tomaso Bruno, il ragazzo ingauno rinchiuso da quasi un anno nel carcere di Varanasi insieme all’amica Elisabetta Boncompagni con l’accusa di aver ucciso il compagno di viaggio Francesco Montis.

Due cittadini abbandonati alla mercè della giustizia (o ingiustizia?) di un Paese straniero senza che quello d’origine muova un dito per dare loro una mano: è il quadro dipinto dai genitori di Tomaso che oggi, come ormai accade spesso da mesi, hanno ricevuto la notizia di un ennesimo rinvio dell’udienza prevista. “Tre rinvii in una settimana – dice Luigi Euro Bruno – Mi sembra di rivedere ogni volta lo stesso intollerabile spettacolo. Pm e testimoni che non si presentano in aula e due ragazzi in attesa di giudizio a trascorrere mesi in prigione senza poter esercitare il proprio diritto alla difesa. E’ inutile che il Ministro Frattini scriva lettere in occasione di manifestazioni organizzate per i due ragazzi, per poi disinteressarsi completamente della questione. Non smetterò di portare all’attenzione delle istituzioni e delle autorità competenti il caso di Tomi e Elisabetta, ma i politici italiani sono sordi”.

Su ordine della Corte Suprema indiana i rinvii sarebbero dovuti avvenire solo in casi eccezionali e il processo sarebbe dovuto terminare entro la fine di gennaio. “Siamo al 29 e l’accusa non ha ancora finito di interrogare i propri testimoni – dice Bruno – Sono sempre più convinto che la sua strategia sia quella di impedire alla difesa di sentire i propri teste per chiudere il dibattimento. Quello vi sembra uno Stato di diritto? Le udienze, quando ci sono, durano 45 minuti appena. Dobbiamo andare noi in India, insieme all’avvocato di Nuova Delhi, per far sì che il dibattimento in aula avvenga, e per più ore. Non possiamo però prendere la residenza a Varanasi. Non sappiamo più che fare. E questa sera, come al solito, dovrò aggiornare i genitori di Elisabetta circa il rinvio: un’altra delusione per due famiglie la cui vita si è fermata al febbraio scorso”. La prossima udienza sarà martedì 1 febbraio.

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